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Ammetto di non avere una vera e propria strategia per scrivere articoli su questo blog. Talvolta colgo l’ispirazione da un fatto a cui assisto, altre volte si tratta di un pensiero che mi porta a riflettere, altre ancora prendo spunto da una situazione vissuta durante il personal coaching. Questa volta la genesi è ancora diversa: Tiziano, un lettore del blog, ha commentato questo articolo con una frase che mi ha stimolato molto, fornendomi una definizione di realtà davvero intrigante.

Secondo Tiziano, infatti, la realtà è “un accordo sulle percezioni comuni, e non necessariamente essa deve corrispondere all’esatta verità.

Che dire… una straordinaria chiave interpretativa, semplice e chiara, di un concetto sicuramente complesso! Dopo averla letta mi sono ritrovato a pensarci su, e in effetti mi sento completamente d’accordo con queste parole.

Se, infatti, tutti noi ci mettiamo d’accordo e, osservando un sasso, decidiamo che quell’oggetto si chiama sasso, quel colore si chiama grigio, quella consistenza è ruvida, pesante, dura… ecco che esso diviene reale, così come è sempre stato per te e per me: un pesante sasso grigio.  Ma forse quell’oggetto non è così “a prescindere”… è così e lo è sempre stato solo perché noi siamo sempre stati d’accordo che così fosse! Banalmente, per il mio gatto lo stesso sasso è del tutto diverso, per esempio potrebbe custodire odori che io non sento, assumere un altro colore (i gatti non percepiscono i colori come gli umani) e apparire infine completamente diverso…

Ora, fino a che si tratta di cose, di oggetti fisici, direi che l’accordo è scontato. Sai bene che il mio approccio a queste tematiche è schietto, diretto, concreto. Quindi non ho alcuna intenzione di minare certezze oggettive: un sasso è un sasso, una casa è una casa, un fiore è un fiore. Ti piace questo approccio? :)

Sì, ma se invece parlassimo di situazioni? Di convinzioni comuni o personali? Se parlassimo globalmente di qualità della vita? Allora è chiaro che trovare un accordo che piaccia a tutti diventa molto, molto più sottile e complicato da fare. E qui entra in gioco un meccanismo meraviglioso: abbiamo tutti la possibilità di scegliere quale realtà vogliamo sperimentare. Tendiamo naturalmente a conformarci a scelte che sono già state fatte prima di noi, ma quando un solo individuo comincia a vedere le cose in modo diverso… può essere in grado di coinvolgere e convincere una persona che ha vicino. E adesso abbiamo già un piccolo gruppo di persone che crede una cosa diversa rispetto al solito… che potrebbe influenzare con questo credo un altro gruppo di persone, e così via… fino a che un fatto che prima era comunemente accettato comincia a diventare trasparente, perché le basi su cui si fonda non sono più così solide: ci sono persone che credono qualcosa di diverso!

Vorrei che questo ragionamento ti portasse a riflettere su due aspetti.

Il primo è che sei tu ad avere il controllo della tua vita. Puoi decidere di assegnare il significato che più ti piace alle cose che sperimenti, così da ristrutturare il passato liberandoti da ciò che ti ha ferito, mentre programmi il futuro secondo quello che vuoi che accada e ti attivi per raggiungerlo.

Il secondo è che sei libero di non conformarti al credo comune. Se quell’accordo di cui abbiamo parlato, relativamente ad un certo ambito, non ti piace… puoi anche scegliere di non crederci! E sostituire a quella vecchia credenza qualcosa che sia più utile, piacevole e funzionale. Puoi proporre tu il tuo personale punto di vista e cercare persone che siano d’accordo con te: per voi esisterà questa realtà, non quell’altra!

Non ti sto suggerendo di andare in giro, da oggi in poi, a sostenere che un sasso può volare spontaneamente, quanto piuttosto di non prendere tutto per buono e scegliere con la tua testa a che cosa credere e a che cosa no, così da costruire la realtà che più ti piace. Per esempio, io non credo che manchi la possibilità di lavorare, credo invece che chiunque possa mettere a frutto i propri talenti e farne una fonte di reddito. Nella mia realtà vedo moltissime persone che lo fanno naturalmente tutti i giorni, con grande successo. Quindi per me è vero. Per altri non lo sarà e sono pronto a scommettere che la legge di attrazione li accontenterà, facendo sperimentare loro realtà in linea con quell’aspettativa.

Rifletti, se vuoi, sull’enorme potere dei media in un contesto del genere… avere la possibilità di forzare così nel profondo il credo comune è davvero un fatto di grande responsabilità.

Lasciami nei commenti a questo post la tua idea: c’è qualcosa che ritieni vero e che è diverso dal credo comune? Cosa contraddistingue la tua particolare e meravigliosa visione del mondo?

E ricorda che esiste un modo facile, divertente e magico per cominciare a creare la tua personalissima versione di realtà… se non sai di cosa parlo dai uno sguardo qui… Continuo a ricevere ottimi riscontri e non vedo l’ora di conoscere anche il tuo.

A presto e buon proseguimento!

 

 



4 commenti a Mettiamoci d’accordo… sulla realtà!

  1. lordmax scrive:

    Ciao a tutti.
    Il concetto di realtà come accordo fra i partecipanti è molto antico, molte delle religioni più avanzate del pianeta lo presentano in modo spettacolare.
    Una in particolare ha una visione totalmente diversa da tutte le altre e ha una forza immensa dal punto di vista della creazione consapevole, si tratta degli aborigeni australiani. La loro filosofia è stupenda, molto superiore alle religioni monoteiste attuali. Per loro la realtà che viviamo è un sogno (fatto da altri) e loro sono in grado di distinguere gli elementi del sogno da quelli reali. Loa allo stato puro. ^__^
    Anche altre religioni si muovono in quella direzione, andiamo dal Satori orientale all'accordo di realtà di scientology.
    Anche la visione dei nativi americani e la religione druidica (per molti versi analoghe) hanno una visione di questo tipo. In particolare i nativi americani sono in grado di incontrare il proprio spirito guida e allinearsi ad esso… ancora la Loa in azione. ^___^
    Solo le religioni monoteiste organizzare attuali hanno perso questa capacità (estremamente pericolosa per l'esercizio del potere sulle masse) e l'hanno fatta perdere a tantissimi di noi.

    just my 2 cents.

    • Francesco scrive:

      Ciao Max,

      che bella visione del mondo! Grazie per il tuo contributo. Mi piacerebbe approfondire e capire quali criteri si dovrebbero usare per distinguere gli elementi "sogno" da quelli "realtà".

      A presto!

  2. lordmax scrive:

    Ciao

    In realtà non è dato sapere, in senso stretto, perché è una questione di percezione. Gli iniziati (l'equivalente degli iniziati) imparano a distinguere la natura degli oggetti e a confrontarsi con essi. Una cosa stupenda della loro cultura, ad esempio, è la capacità di sopravvivere in un ambiente altamente ostile. Pare che siano in grado di sfruttare non solo alcune capacità animali di sopravvivere nel deserto (ad esempio sono in grado di capire dove si nascondono i rospi del deserto e grazie ad essi procurarsi l'acqua) ma anche di sfruttare alcune situazioni "impossibili" per gli altri quali il passaggio delle cavallette o vespe. Una cultura veramente eccezionale, molto avanzata dal punto di vista spirituale e trattata come fossero dei trogloditi. Mi sono spesso chiesto cosa pensano di noi. ^___^

  3. andrea scrive:

    Salve.
    Tutte queste culture e tradizioni riescono a far emergere all'uomo un potere che la cultura occidentale, basata sulle religioni monoteiste, ci ha fatto perdere o tenta di non fare emergere.
    Mi sono spesso trovato in situazioni in cui la massa sosteneva una cosa (es. una malattia, un lavoro, una situazione), mentre il mio cuore, il mio spirito e forse il mio spirito guida, diceva l’esatto contrario. Credendo fermamente in quello che sentivo dentro di me (e non fuori di me), alla fine avevo ragione. Ragione che spesso non puoi nemmeno dimostrare in quanto la società in cui viviamo non lo consente.
    Certo la soluzione per me non consiste nel isolarmi o andare a vivere con i nativi australiani o indiani, ma vivere qua dove mi troco, con totale consapevolezza di cosa sono, senza giudicare la massa che spesso agiste in modo inconsapevole.

    Un abbraccio

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