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Si tratta del testo, rivisto e corretto alla luce dell’esperienza di questi anni, che ti introduce il concetto di “creazione consapevole” e di legge di attrazione.

Questa è la parte 5 di 5

Cosa c’è alla base della legge di attrazione.

Questo articolo è comparso su ImmaginazioneCreativa.it nella primavera del 2008 e si propone come un fondamento teorico per illustrare il concetto di legge di attrazione, senza alcuna pretesa di spiegare nel dettaglio e in modo scientifico qualcosa che, in fondo, non è importante capire profondamente. Il mio intento è comprendere, per prima cosa, come uno strumento debba essere usato per rendere al meglio, e solo successivamente – a puro titolo di curiosità – anche perché e in che modo esso funzioni.

E’ molto importante riconoscere ed accettare il fatto che non si è vittime delle circostanze della vita, ma se ne è la causa. Questo concetto è facile da accettare quando si tratta di prendersi i meriti di un grande successo, di un progetto realizzato o di un obiettivo centrato in pieno e nei tempi previsti. E’ meno facile, invece, quando si sperimentano situazioni non volute, difficoltà, insuccessi e tutti quegli avvenimenti che, generalizzando, provocano sofferenza e fastidio. Di certo, nessuno attrae nella propria vita ciò che non vuole… volutamente. Ma questo non significa che la responsabilità dei propri risultati è sempre ed esclusivamente di chi li genera.

Senza addentarsi in complicati quanto superficiali ragionamenti che tirino in ballo la fisica quantistica, possiamo semplificare affermando che tutto ciò che esiste è costituito da particelle subatomiche, chiamate anche “quanta”, che sono mattoncini di energia che vibrano a determinate frequenze. Queste particelle subatomiche si aggregano in atomi, i quali a loro volta formano la materia. I diversi “modi” in cui queste aggregazioni avvengono causano la differenziazione degli oggetti fisici che vedi attorno a te. (Nota: mi si perdonerà se la trattazione scientifica è alquanto superficiale, ma mi interessa scrivere in modo semplice, comprensibile da tutti e chiaro. Preciso che l’orientamento di questo articolo non è scientifico.)

Cosa significa il fatto che esistano mattoncini di energia che sono la base di tutto ciò che esiste? Significa che esiste una relazione tra la materia e l’energia. Tutto ciò che percepisci con i sensi non è altro che energia: tutto nasce dalle stesse particelle fondamentali. I singoli quanta di energia sono particelle subatomiche che si propagano sotto forma di onde nello spazio e nel tempo. Ma ecco il fatto straordinario: solo quando eserciti un ruolo di “osservatore”, queste onde diventano particelle localizzate, in un tempo definito e in una posizione definita. E quindi puoi percepirle tramite i tuoi sensi. Non appena ritiri l’attenzione, queste particelle ridiventano onde non localizzate. E l’oggetto che esse rappresentavano non è più identificabile né nello spazio né nel tempo: è semplicemente da qualche parte, in qualche momento. Si parla infatti di probabilità di esistenza.

Quindi la tua osservazione, il tuo intento e la tua attenzione (in una parola il tuo focus) CREANO il mondo fisico.

I fisici sanno che i quanta non sono particelle definite in uno specifico istante di tempo, ma rappresentano una probabilità di esistenza, cioè una eventualità potenziale che possano trovarsi proprio in quel punto e in quel dato momento. E’ l’atto di osservare, come abbiamo visto prima, che le rende un fenomeno fisico, in un particolare punto dello spazio e del tempo. Vorrei farti un esempio (molto grezzo :-) ) che spero possa chiarirti qualche dubbio.

Immaginiamo di avere una lampadina che stia sempre accesa e che possa illuminarsi di due colori differenti: rosso e blu.
La lampadina sarà blu per il 99% del tempo, mentre sarà rossa per il restante 1%. La variazione di colore avviene secondo tempi totalmente CASUALI, ma resta sempre rispettato il rapporto di 99 a 1.
Se io ora ti chiedessi: “Di che colore è la lampadina?” mentre tu NON la stai osservando, non potresti darmi una risposta certa. Potresti solo dirmi che molto probabilmente sarà di colore blu (e sui grandi numeri avrai avuto ragione 99 volte su 100). Ma non ne avresti la certezza: c’è infatti un 1% di probabilità che la lampadina sia rossa proprio nel momento in cui ti sto chiedendo di che colore è.
Dal punto di vista matematico puoi però rispondermi che il colore  della lampadina è dato da:

Colore lampadina = 0.99 * BLU + 0.01 * ROSSO

e questo contempla tutte le possibilità: rappresenta i due sotto-stati in cui può trovarsi la lampadina con le relative probabilità.
A grandi(ssime) linee, la stessa formula descrive la funzione d’onda di una particella fondamentale.
Ma se tu volessi saperne di più, a questo punto, l’unico modo sarebbe osservare la lampadina. La potresti trovare di colore blu, e questo ridurrebbe la funzione d’onda al solo sotto-stato Colore lampadina = BLU

Ma senza osservazione, la lampadina assumerà sempre “contemporaneamente” due colori. Sei tu che, come osservatore, fissi nello spazio e nel tempo quella nuvola di probabilità che è il colore della lampadina.

NIENTE ESISTE INDIPENDENTEMENTE DALL’OSSERVATORE!
E’ l’atto di osservare che rende definitivamente fisico un fenomeno.

Prendi coscienza del fatto che sei creatore o co-creatore di ciò che esiste, e che niente esisterebbe senza il potere della tua osservazione. Quello che devi fare, come primo passo, è decidere cosa vuoi osservare (ah, il magico potere del focus! :) ). Ciò che vuoi è già una probabilità, che aspetta solo di essere osservata e quindi di manifestarsi. Perché, quindi, le persone generalmente non hanno esattamente le cose che desiderano razionalmente?

Ci sono almeno due ragioni.
La prima è che questo momento è il risultato del tuo stato precedente. Se non ti sei predisposto prima ad attrarre nella tua vita quello che desideri realmente, allora è normale che tu adesso non ce l’abbia.
L’altra ragione è ancora più importante. Il fatto è che non si può non creare. Siamo tutti creatori della realtà e lo siamo senza sosta, continuamente. Ogni qual volta prestiamo attenzione a qualcosa, o proviamo delle emozioni, diamo modo alle cose di “accadere”, di esistere. Chi non ne è cosciente crea la propria vita inconsapevolmente, e spesso attrae esattamente cosa non vuole: se non hai coscienza dei tuoi processi mentali e dei pensieri che più frequentemente generi, allora sarà il tuo inconscio a determinare quello che attrai nella tua vita. E se non hai una base solita e funzionale di convinzioni che governano questa generazione spontanea di pensieri, allora ti potrebbe capitare di affrontare proprio ciò che speravi di evitare. E quando accade, ce la prendiamo con la sfortuna, con il caso, perché è molto più facile farlo che accettare il fatto che si tratta di una nostra responsabilità

E’ importante capire che se ti preoccupi di qualcosa, questo è esattamente quello che accadrà. Quando penso a questa frase mi vengono in mente le decine di volte in cui, alle scuole superiori, non volevo essere interrogato e continuavo a ripetermi nella testa: “Speriamo che non chiami me!” e mi immaginavo avviarmi a testa bassa verso la cattedra.
Cosa accadeva puntualmente? E quante volte ho stupidamente catalogato la cosa come un caso… invece avevo dato così tanta energia e attenzione a quell’immagine, così tante emozioni, da renderla REALE.

Concentrati su QUELLO CHE VUOI, invece di “non-desiderare” ciò che non vuoi. Vai “verso” qualcosa che ti piace, e non “via da” qualcosa che temi.

Si tratta, per molte persone, di fare qualcosa di diverso da quanto fatto finora. La leva sul dolore è straordinariamente potente (spesso più di quanto non lo sia quella sul piacere), e molti si rifiutano di agire e dare una direzione precisa alla propria vita fino a che non si ritrovano a vivere situazioni dolorose o che provochino paura, un po’ come fa lo studente che studia solo all’approssimarsi dell’esame, per tentare di raddrizzare una condizione difficile, invece che investire qualche minuto ogni giorno per apprendere fin dall’inizio del corso. In sostanza, tanti sono abituati ad andare “via da” invece che “verso” qualcosa. Ma la legge di attrazione, così, non è sfruttabile vantaggiosamente.

Spero che questo breve e semplice articolo possa scatenare in te che lo leggi una serie di reazioni, di domande e soprattutto tanta curiosità. Sono fermamente convinto che possiamo controllare buona parte di tutto ciò che chiamiamo destino, che le coincidenze non esistano, e che niente ci capiti per caso, ma solo come risultato di ciò che abbiamo chiesto, razionalmente ma soprattutto in modo inconscio, all’Universo. L’Universo ci ascolta e ci accontenta sempre, qualunque cosa sia ciò che ad esso chiediamo.

La mia idea, del tutto personale e discutibile, è che nell’esistenza di ciascuno di noi ci siano alcuni punti fermi e inevitabili, eventi che sono in qualche modo inevitabili. Non so quanti siano questi passaggi obbligati e credo che il numero vari da persona a persona, ma non sono tanti. Tutto quello che c’è in mezzo, ovvero il percorso che facciamo per spostarci da un punto all’altro, è sotto la nostra totale responsabilità. Possiamo trasferirci tra un passaggio obbligato e l’altro lamentandoci, faticando e maledicendo qualche entità superiore per così tanta sfortuna. Oppure possiamo scegliere una strada diversa, fatta di divertimento, entusiasmo e curiosità, che ci permetta davvero di goderci il viaggio. Come sempre, questa è la domanda: chi decide?

Questo articolo conclude una serie di 5 articoli introduttivi che caratterizzano ImmaginazioneCreativa.it, il primo sito italiano dedicato alla legge di attrazione. Per approfondire, ti consiglio di seguire il Blog (puoi iscriverti gratuitamente e ricevere tutti gli aggiornamenti in tempo reale) e soprattutto di richiedere il corso gratuito che ti insegna a mettere in pratica la legge di attrazione.

Grazie per il tuo interesse e benvenuto nel mondo della creazione consapevole!




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