C’è sempre un tempo giusto per unire i puntini…

25 Gennaio 2010   -
Categoria: Articoli, Tutti i post - Articolo letto 3,012 volte

Il 12 giugno 2005 Steve Jobs, fondatore e attuale “capo” di Apple, tenne un discorso presso la prestigiosa Università di Stanford, negli Stati Uniti.
Fu un discorso straordinario: umano, semplice, toccante e illuminante. Uno dei tre concetti che Jobs espresse quasi 5 anni fa è tornato alla mia attenzione oggi, proprio mente lo guardavo in video.
Si tratta del fatto che tutti, prima o poi, uniamo i puntini delle nostre vite. Credo che accada a chiunque, periodicamente e ad intervalli molto lunghi, di guardare al passato e di trovare finalmente una relazione tra gli eventi, una logica, un senso in quello che abbiamo vissuto.

Allora ho cominciato a pensare alle volte in cui consiglio qualcuno a cui voglio bene, o che mi contatta tramite il sito chiedendomi aiuto nel dare una spiegazione al presente, ed io rispondo sempre più o meno allo stesso modo:

Non giudicare gli eventi. I giudizi su quello che stai vivendo, soprattutto quelli estremi come “questo è buono” e “questo è cattivo”, non hanno senso. Perché adesso non hai modo di vedere il disegno globale, sei dentro una vicenda personale, un evento che fa da muro e ti impedisce di capire il collegamento con tutto il resto.

Qualcuno mi segue e si rasserena, qualcun altro no e preferisce continuare a lamentarsi. Va bene in entrambi i casi, si tratta solo di fare una scelta.

Per fortuna, poi, il tempo passa. E il tempo ha una proprietà che chi è pratico di PNL conosce bene: il tempo dissocia. Cioè, automaticamente, la mente prende un ricordo e smette di riviverlo in prima persona. Allontana la scena che diventa come un film visto dagli occhi di un altro. E questa è magia, perché quando cambia il punto di vista cambia il significato stesso dell’esperienza!

Immediatamente le cose diventano chiare: le relazioni tra gli eventi, i comportamenti delle persone, le nostre scelte assumono un senso che prima ci sfuggiva!
Steve Jobs lo disse in un modo infinitamente migliore del mio, quel giorno a Stanford:

Ve lo ripeto, non potete unire i puntini guardando al futuro, potete connetterli in un disegno solo se guardate al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa – il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita.

Personalmente, lo trovo un insegnamento straordinario, di grandissima importanza. A volte la strada verso i nostri desideri non è tutta in discesa: ci possono essere degli ostacoli, ma sono lì solo per vedere quanto davvero teniamo a realizzarci. Se ci facciamo distrarre da essi, se permettiamo loro di deviare il nostro focus (e un giudizio negativo su un evento fa esattamente questo) allora entreremo in risonanza con quello che non vogliamo. La Legge di Attrazione risponderà a questa modifica nell’unico modo in cui può farlo: modificando quello che ha in serbo per noi.

Rinnovo così il mio invito: stop ai giudizi.

Gli eventi sono neutri.

Il significato che diamo loro è una scelta, in qualsiasi cosa che attraiamo ci può essere del buono. Dipende solo ed esclusivamente dal luogo che scegliamo per sederci ad osservare la nostra vita.

E verrà certamente un giorno, quando saremo pronti, in cui unire i puntini ci sembrerà d’un tratto così logico, così semplice che sembrerà incredibile non averci pensato prima. E’ in quei momenti che diamo un senso a quello che fino ad un attimo prima era un brutto ricordo, e forse questo smette di essere tale, diventando un tassello indispensabile di un grande disegno mai visto prima.

Per chi fosse interessato, questo è il link al discorso originale di Steve Jobs a cui mi sono ispirato nello scrivere questo articolo. A questo link è invece visibile il video dell’evento.
Infine,
cliccando qui potete scaricare l’intero discorso tradotto in Italiano (fonte: L’Espresso).

Buona lettura!

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9 commenti a “C’è sempre un tempo giusto per unire i puntini…”

  1. Rosy il 26 Gennaio 2010 alle 02:31 ha scritto:

    Io questo “sistema” si unire i puntini, lo chiamo “leggere tra le righe” della vita.

    Non sò perchè, ma ho sempre avuto l’abitudine di guardare indietro e guardare agli eventi che mi hanno portato a “un certo punto” della mia vita.

    Questo mi ha aiutato a non dare troppo peso ai periodi “un pò no!”
    Mi dico sempre che probabilmente è un periodo di transizione, e cerco di dirottarmi su belle sensazioni per dare un imput che possa poi risolversi in risultati positivi!

  2. Rosanna il 26 Gennaio 2010 alle 08:48 ha scritto:

    Quello che dici è vero ma, purtroppo gli esseri umani, in quanto tali non sempre riescono ad essere così….”disattenti” al presente e futuro in qunto i problemi si vivono in prima persona e quando il film si gira il protagonista si sente investito di tutto il fardello (che poi risulta. col tempo, essere stato solo un piccolo peso), ma nel frattempo ci creeiamo un altro fardello e così arriviamo alla vecchiaia prima del tempo con tanti fardelli sulle spalle (ironia: non ci pesano mai realmente) Grazie di darci così tanti bei consigli. Spesso li seguo e mi trovo rasserenata. Questo è uno dei tanti momenti.

  3. Francesco il 26 Gennaio 2010 alle 11:06 ha scritto:

    Grazie a Voi che mi seguite sempre con attenzione, intelligenza e simpatia!

  4. giancarlo il 26 Gennaio 2010 alle 12:16 ha scritto:

    Grazie per l aiuto e per l impegno che hai nel farci crescere
    Giancarlo

  5. Fabio il 26 Gennaio 2010 alle 13:04 ha scritto:

    Proprio stamattina ho “unito i puntini” cadendo dalle nuvole e smettendo di fare la vittima.

    Ho finalmente capito il perché di una brutta esperienza del passato ed ho capito che …. la stavo attirando da anni ed anni e sempre in modo molto attivo e convinto (credevo sarebbe stata una figata, invece)… :)

    Ma adesso che ho visto la cosa da una prospettiva più “elevata” mi sento molto più sereno e felice (sto’ già lavorando con EFT ed Ho’oponopono per perdonarmi dell’accaduto)! :)

    Un felicissimo abbraccio a tutti!

  6. Livio il 26 Gennaio 2010 alle 18:42 ha scritto:

    Discorso fantastico e bellissimo post.
    Tutto nella vita ha un senso ma lo puoi capire solo quando il disegno finale è finito.

    Tutto ciò che puoi fare prima e durante…
    è avere fede.

    Ciao

  7. Maria Grazia il 27 Gennaio 2010 alle 10:26 ha scritto:

    Grazie, questa volta, veramente grazie!
    Da sempre vado cercando una teorizzazione a questa situazione, che è sotto gli occhi di ognuno di noi.
    Ho sempre ritenuto che il caso non esista, esista, bensì una trama intelligente, sulla quale tessiamo, o lasciamo tessere, la nostra vita.
    Posso, possiamo, tornare indietro all’infinito e trovare il filo conduttore fino al mio oggi: se non fossi andata lì, se avessi risposto così…si i puntini si uniscono tutti e il risultato siamo noi, con il nostro bagaglio e la nostra certezza che NULLA accade per CASO.
    Grazie.

  8. Simona il 27 Gennaio 2010 alle 19:42 ha scritto:

    Caro Francesco, è vero che bisogna attendere prima di tracciare le linee tra i puntini, è vero che nessuno ci dà la certezza che tutti i puntini siano segnati, ma è pur vero che a volte non hai bisogno di aspettare per renderti conto che non ha più senso continuare.
    Ho aspettato vent’anni prima di vedere un contorno distinto, qualcosa che mi sembrava la sagoma del sole…mi ci sono tuffata prima ancora di rendermi conto che era una “botola”. Sono risalita a razzo per tirarmene fuori, ma non ho più puntini, coordinate. Il mio mondo era tutto lì, in ciò che avevo intessuto pazientemente.
    la Loa e l’ eft mi stanno aiutando a resettarmi. Per comprendere c’è tempo. ora non voglio neanche chiedermi il perché.
    Grazie per i momenti di riflessione che ci offri.

  9. mariella il 29 Gennaio 2010 alle 11:53 ha scritto:

    Bellissimo articolo Francesco, davvero bello. Sono argomenti che conosco molto bene e quando mi accade qualcosa che non mi piace o di molto negativo cerco di pensare che un motivo c’è e che un giorno capirò, mi aiuta davvero molto pensare così. In ogni modo ti ringrazio per tenere vivi questi argomenti servono per non mollare l’attenzione, mai. Grazie ancora.

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