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Scrivo questo articolo da un hotel di Las Vegas, nel Nevada, Stati Uniti d’America. Mi trovo per la terza volta nella mia vita in questo posto ambiguo e sorprendente, dinamico e colorato, davvero incredibile! Su questa città si possono esprimere tutti i possibili giudizi: qualcuno la reputa la città delle perversioni, per qualcun altro è un luogo in cui realizzare i propri sogni, per altri ancora è un miracolo, mentre c’è chi la vede come un inferno.

A me tutto questo interessa poco. Quello su cui rifletto ora è che anche Las Vegas è il prodotto dell’immaginazione dell’uomo. Tutto quello che vedo davanti a me in questo momento, la Strip con le auto incolonnate, le torri del castello medievale che ci ospita, la piramide di vetro dalla finestra… qualsiasi cosa ci sia qui adesso, è prima esistita nella mente di qualcuno.

E il fatto che questa incredibile città sorga nel bel mezzo del deserto, quando fuori ci sono oltre 40 gradi  per almeno 6 mesi l’anno e il massimo che la natura riesce a esprimere è qualche cespuglio che combatte senza sosta per sopravvivere, deve farci riflettere su quello che chiamiamo l’impossibile.

Poco più di un secolo fa qui c’era solo una piccola pianura verde nel bel mezzo del niente. Oggi vivono qui quasi 2 milioni di persone e ogni giorno 10mila nuovi visitatori passano da queste strade, dormono negli hotel ipertecnologici, spendono e guadagnano denaro, si incontrano, parlano, si divertono, si stupiscono e si meravigliano. Las Vegas è oggi la città col più alto tasso di sviluppo degli Stati Uniti.

Se il primo uomo che ha messo piede in questa valle tormentata dal caldo e dalla siccità avesse avuto dei limiti nella testa, tutto questo adesso non ci sarebbe. Ma invece di avere limiti aveva dei sogni, e la capacità di immaginare una città nel deserto.

E tutto quello che vedo ora dalla mia finestra è diventato realtà.

E allora mi ritrovo a chiedermi: che cosa potremmo fare se ci impegnassimo davvero a non mettere limiti alla nostra immaginazione?

Mi viene in mente una famosa pubblicità che diceva: pensa se non ci avessi provato.

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4 commenti a Pensa se non ci avessi provato

  1. irene scrive:

    Grazie Francesco per condividere con noi questa tua esperienza, che ci dimostra concretamente che i limiti sono in chi li crea. Ogni giorno mi dico che questo è impossibile perchè qualcuno non ce l’ha fatta, perche chi sono io per riuscire in quell’impresa, ecc.. e mi accorgo che il limite è mio, perchè la vita è mia, ma non guadiamo mai le grandi cose che sono state fatte, oppune non ci pensiamo mai, le diamo per scontate, quello l’hanno fatto, allora potevo farlo anch’io, quello no, quindi è impossibile. Poi quando leggi l’articolo sopra e ti rendi conto che ” loro ce l’hanno fatta, ma io no” ti rendi conto che 1 i limiti sono solo mie, 2 le cose sono possibili, basta crederci!
    Grazie ancora oggi inizierò una giornata con una convinzione in più, POSSO!

  2. antonio scrive:

    Ciao Francesco, sono Antonio Capitani, giornalista, collaboratore di Vanity Fair e Gazzetta dello Sport, sono una “new entry”. Finalmente riesco a inserire un mio commento: nei giorni scorsi ci ho provato, ma inutilmente, soprattutto, credo, perché sono un po’ imbranato io con questo genere di cose.
    Ti ho anche scritto una mail privata, alla quale, se credi, puoi rispondere con tutta la comodità del mondo.
    Volevo solo farti i complimenti per il tuo sito, che ho trovato molto interessante e che ho segnalato a diverse persone. Ho letto e riletto le 6 lezioni del corso che mi hai inviato e tutto l’altro materiale a disposizione nel sito. Devo dire che applicando le tecniche che tu suggerisci e che avevo in parte già appreso leggendo The Secret, ho già ottenuto diversi rsultati, alcuni molto curiosi, altri decisamente importanti. Magari un giorno ti racconto a che cosa mi riferisco. Peccato solo che io non riesca ad ascoltare l’audio di “Siate Grati”… non so come mai, forse dipende dal mio pc. Desidero comunque acquistare, al tuo rientro, il kit completo che tu proponi per velocizzare la manifestazione dei desideri espressi.
    Che dire d’altro? Buon soggiorno a Las Vegas! Ti visualizzo davanti a una slot machine con le tre caselline allineate riportanti contemporaneamente la scritta “Jack Pot” :)…
    Ciao, a presto e congratulazioni ancora.
    Antonio

  3. Francesco scrive:

    Sono contento che la pensi così. Oltre che crederci ci vuole anche un piano d’azione, una fiducia incrollabile nelle nostre capacità creative, più una serie di ingredienti che sveleremo strada facendo.

    Di certo la tua impostazione è quella giusta!

  4. lucia scrive:

    Ciao Francesco ,ben tornato dal tuo viaggio, e’ uno dei miei tanti desideri andare aLas Vegas, un giorno ci andro’, non mi arrendo, ho grande fiducia nelle mie capacita’ creative, da quando ho conosciuto il tuo sito web ho una fiducia enorme nella Legge di Attrazione, e’ vero:SIAMO QUELLO CHE VOGLIAMO, condivido il tuo pensiero che SIAMO ARTEFICI DEL NOSTRO DESTINO, lo pensavo prima ora di piu’ e tutto grazie a te, di tutto cio’ te ne sono grata.L’UNIVERSO mi ha sempre affascinata , l’ho sempre studiato , ora lo AMO.Lucia

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