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Uno degli aspetti che più mi affascinano dello studio della legge di attrazione e, più in generale, delle facoltà creative dell’immaginazione riguarda il concetto di realtà. Ho già dedicato alcune riflessioni all’argomento (puoi leggere ad esempio questo articolo di fine 2008 in cui ne parlo) e più passa il tempo più le mie idee si chiariscono e delineano un ragionamento completo.

Come sai, sia qui sul blog sia dal vivo mi senti spesso affermare che “la realtà non esiste se non esiste l’osservatore”. Meglio ancora, ultimamente sono in sintonia con questa definizione: esistono tante realtà quante sono le persone che osservano, dove con osservare intendo l’uso di uno o più sensi. Quindi, ad esempio, anche solo toccare un oggetto (senza vederlo, annusarlo, gustarlo o sentirlo) significa osservare. Questo è vero perché ogni individuo, quando interiorizza un evento che vive e lo elabora, applica inevitabilmente dei filtri percettivi che distorcono, generalizzano e cancellano quello che oggettivamente accade. Prova ad andare al cinema con alcuni amici, guardate lo stesso film e poi fai trascorrere qualche giorno. Chiedi infine a loro di raccontarti il film visto insieme e noterai sicuramente che:

  1. Il loro racconto sarà diverso dal ricordo del film che hai tu, in certi casi radicalmente diverso.
  2. Le versioni saranno diverse tra loro.

Non sto parlando di gusti personali, un film può piacere o meno per tante ragioni, ma proprio di andare a ripescare nei ricordi un evento vissuto, captato e immagazzinato da persone diverse: scoprirai senza dubbio che ogni evento ricordato sarà diverso! Di certo ci saranno dei punti di contatto, ma è altrettanto certo che noterai grosse differenze… eppure la realtà è una sola! (Oppure no? :))

Detto questo, facciamo insieme un altro passo avanti. Hai mai pensato che nel mondo, in ogni momento, succede praticamente tutto? Ogni secondo che passa, è altamente probabile – per non dire certo –  che ci sia una persona che mangia, una che dorme, una che si innamora, una che muore, una che parla, una che piange, una che vince, una che si ammala, una che si allena, una che suona, una che compra la casa, una che vende l’auto, una che fa l’amore, una che scrive, una che nasce… in ogni attimo, in tutto il mondo, tutto succede. Però, noi siamo coscienti solo di una piccolissima parte di questo tutto, quindi tutto quello che non vediamo o che non sentiamo potremmo dire che… non esiste! Possiamo ipotizzare che succeda, come sto facendo io in questo momento, dove non ho davanti a me nessuno che dorme o che suona il violino, ma presuppongo (ed è altamente probabile che io abbia ragione) che qualcuno, da qualche parte, lo stia facendo.

Qual è il punto? Il punto è che una realtà non esiste se non ne sei cosciente. Se in questo momento fossi fuori casa e il postino ti recapitasse un assegno da un milione di euro, un fatto che a grandi linee possiamo definire positivo, non proveresti niente… fino a che non lo sai. Il fatto è reale di per sé (l’assegno potrebbe già essere nella buca delle lettere, e se lo è, allora è già successo) ma non ha alcun effetto su di te, sul tuo stato emotivo e sui tuoi pensieri perché non ne sei cosciente. Non ti renderà euforico e non farai alcuna festa, perché è reale solo qualcosa di cui sei cosciente, tutto il resto è ipotesi, possibilità…

Non trovi straordinarie analogie con alcuni passaggi della fisica quantistica, dove si afferma che l’osservatore fa collassare una nuvola di infinite possibilità in un evento concreto? Immaginiamo per un attimo che sia davvero così: tutto è possibile, qualsiasi cosa… ma è solo ciò che decidi di osservare che diventa vero nella tua vita… cosa ti fa venire in mente?

A me ricorda tanto il magico e straordinario potere del focus, cioè la possibilità che abbiamo di indossare occhiali da vista sintonizzati con quanto vorremmo vedere là fuori. E questo si lega facilmente alle nostre convinzioni, nello specifico a quello che ci aspettiamo di trovare nella nostra vita. Che cosa ti aspetti di trovare TU nella tua vita?

Se lì fuori le possibilità sono infinite, perché non scegliamo che cosa osservare e, quindi, sperimentare? Comincia subito a farlo… aspettati il meglio e la maggior parte di quello che noterai si allineerà con le tue aspettative.

Mentre ci pensavo mi è venuto in mente un vecchio detto popolare, e ho notato il collegamento… anni e anni di saggezza condensati in una semplice frase di poche parole, probabilmente riferita in senso negativo ma che riassume, se ci pensi bene, tutto quello che ho scritto qui: occhio non vede, cuore non duole. Geniale! :)

La realtà non esiste fino a che non la osservi. Quindi sei tu che rendi reale qualsiasi cosa.

Ti ricordo infine che hai la possibilità, da oggi, di avere tutto il materiale disponibile per attivare e mettere in pratica efficacemente la Legge di Attrazione in un unico pacchetto.

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Grazie per l’attenzione e a presto!

PS: ti piace l’immagine del fiore che apre questo post? Siamo proprio sicuri che solo di un fiore si tratti? Scommetto che qualcuno dirà di no… Guarda bene, con un po’ più di attenzione… e decidi che cosa vuoi osservare e, di conseguenza, che cosa è reale.

 

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22 commenti a Occhio non vede, cuore non duole

  1. giovanni scrive:

    Interessante l'approccio con queste tematiche e con l'uso appropriato dei fattori di realta' che accompagnano le spiegazioni. Sono comunque desideroso di leggere argomentazioni che si rifanno alla Consapevolezza, parola inflazionata, ma per niente compresa, in quanto poche sono ancora le persone che vivono in uno stato di Consapevolezza e che conoscono la sua definizione ed il come si fa a vivere in tale stato. In mancanza di questa comprensione ci si sta specializzando ad analizzare la vita umana da un punto di vista troppo meccanicistico, identificandoci sempre più con la mente, ma come ben sappiamo siamo fatti di altro, oltre cio' che ci appare. Grazie, Vi rinnovo i miei complimenti.

  2. Francesco scrive:

    E io ci vedo un fiore! :)
    Vedi… in quell’immagine ci sono tutte e due le cose. La donna e il fiore. Non la donna O il fiore. Ci sono entrambe le immagini nello stesso momento. E una volta che lo sai, non puoi più fare a meno di notarlo… ma al primo sguardo, è l’osservatore che decide che cosa vederci… se la donna o il fiore…

  3. Eleonora scrive:

    A questo punto è corretto pensare che la realtà, e ancora più la verità (argomento a cui penso spesso in questo periodo) siano soggettive? Un fatto diventa reale quando io ne vengo a conoscenza, e una verità diviene ‘vera’ se io decido di crederci. Quindi l’oggettività non esiste?

    • Francesco scrive:

      Sicuramente la realtà è soggettiva, per "verità" dipende invece da cosa intendi.
      Un fatto è reale per TE se TU ne sei a conoscenza, se no è solo una ipotesi. Io la vedo così e tanti altri come me…

      • Marisa scrive:

        Caro Francesco, ti ho appena scperto e mi piaci per la concretezza e chiarezza. Una domanda, cosa è per te invece la verità…..

  4. Carola scrive:

    Stamani pensavo proprio a questo: non riesco a non provare dolore per una delusione d’amicizia. Mi sono messa a meditare chiedendo aiuto e la risposta è stata: sarebbe disumano non provare dolore, la malinconia permette ugualmente la realizzazione di ciò che desideriamo se non cadiamo nel pozzo del non continuare ad agire. Lavorare. :-)

  5. chiara scrive:

    Complimenti per i testi e gli approfondimenti…
    ho letto il tuo articolo, e devo dire forse trovo più giusto sperimentare e poi osservare, nel senso io sperimento la mia realtà, e poi ne osservo i frutti, cerco di capire attraverso i miei sensi se la realtà in cui sto vivendo è gradevole
    il presupposto è credere nella sperimentazione, credere in quello che che fai

    • Francesco scrive:

      Grazie Chiara!

      Mi piace MOLTO il tuo approccio… e devo dirti che da tempo faccio la stessa cosa. Mi sembra davvero un gran bel modo di stare al mondo…

      A presto!

  6. MPaola scrive:

    … 'una scusa per lamentarsi' … queste sono parole che mi hanno fatto pensare. E' vero. Verissimo!
    Hai centrato il problema con grande lucidità e mi hai tolto dal mio 'empasse'. Temendo di diventare scollata dalla realtà, la paura e la negatività prendevano di nuovo il sopravvento. ed ero 'ferma al palo'.
    Pur seguendo con costanza e determinazione le tue indicazioni, questo tarlo sul 'senso della realtà' mi toglieva mordente e FIDUCIA (il terzo passo: la legge del consentire …. )
    Ora sento di poter aggirare l'ostacolo e continuerò a lavorare, come dice Carola.
    Grazie Francesco. Sei capace.
    M.Paola

  7. Tiziano scrive:

    Interessante questo articolo sulla realtà e sul senso della stessa. Ognuno ha la sua percezione di una stessa realtà perchè ognuno ha il suo punto di vista, che non è altro che il punto di osservazione dal quale si osserva e si percepisce. Pertanto ne consegue che una medesima realtà oggettiva viene percepita con sfumature diverse da più persone. Ma allora a questo punto ci si potrebbe chiedere chi dovrebbe stabilire la verità riguardo ad una realtà: tutti e nessuno, nel senso che la realtà oggettiva è la realtà su cui si è trovato un accordo. Per esempio, nella ricostruzione di un incidente stradale, le autorità competenti, una volta sentito tutti i testimoni, arriva ad una conclusione che il fatto si sia svolto in un certo modo, ma non necessariamente essa corrisponde all'esatta verità, bensì ad una versione in cui la maggior parte delle persone concordano che sia andata in quel modo.

    • Francesco scrive:

      Tiziano,

      "la realtà oggettiva è la realtà su cui si è trovato un accordo" è un concetto che ti rubo, perdonami… ma è troppo bello! :)

      Penso davvero che ci scriverò sopra un articolo, prima o poi… Grazie per il tuo interessantissimo commento!

      • Tiziano scrive:

        E' solo un piccolo contributo a questo bel sito, Complimenti a voi per parlare in maniera semplice di questi argomenti " apparentemente "difficili.

  8. Tiziano scrive:

    Ad avvalorare questa ipotesi, possiamo fare un esempio estremo: in una decina di persone ci mettiamo d'accordo di fare uno scherzetto ad un comune amico, gli diciamo tutti quanti in maniera insistita che il colore della sua auto, che nella realtà è bianco, è blu. Se la faccenda viene insistita il tipo ad un certo punto mette in dubbio la sua percezione, penserà di avere qualche problema mentale ed alla fine penserà che la sua auto sia blu piuttosto che bianca. Provare per credere. Con questo voglio dire che la realtà è un accordo sulle percezioni comuni, e necessariamente essa non deve corrispondere all'esatta verità, anche perchè la verità, essendo un assoluto, non si può mai raggiungere ma solo avvicinarsi ad essa.

  9. Alfieri scrive:

    Quando parli di “azione”, è la stessa azione che fanno tutte le persone per raggiungere gli obiettivi? Se è così, a che serve attivare la legge di attrazione? Oppure è l’azione che segue l’idea che ti dà la legge di attrazione?

    • Francesco scrive:

      Ciao,

      intendo esattamente la seconda cosa che hai detto. Nella mia esperienza, agire "tanto per farlo" non è una buona idea, anzi. A monte, è importante avere convinzioni, valori e stati mentali "allineati" al tuo obiettivo, se questa condizione non c'è spesso è meglio non fare niente, così da non rischiare di allontanarsi dall'obiettivo invece che avvicinarsi.

      Se invece dedichi del tempo a visualizzare il risultato finale che vuoi e ad "emozionarti" di conseguenza, è più probabile che le tue successive azioni ti portino verso l'obiettivo… provare per credere! :)

  10. Lucrezia scrive:

    non vedo la realtà con i miei occhi e questo mi duole, perchè mi lega a qualcosa che non è mio. Non è il mio pensiero.
    L'immagine di una persona serena e consapevole mi fa venire in mente quella che apre il post, ed è ciò che vorrei ora essere. Consapevole e serena perchè guardare finalmente la realtà con i miei occhi mi permetterebbe di essere viva.

  11. Nadine scrive:

    Ciao Francesco, volevo complimentarmi con te per il tuo blog.
    E' l'unico tra quelli che ho visto finora che posso dire di condividere appieno e di apprezzare fino in fondo.

  12. Emiliano scrive:

    Ecco perche' l'antico pensiero orientale Zen invita ad una profonda meditazione fino ad arrivare a annullare la coscienza del " Se " , perche' e' proprio annullando il filtri del " Se " si potra' percepire la Verita' delle cose….

  13. Marju scrive:

    Leggendo questo post mi sono rcordata all’improvviso di una cosa che avevo rimosso. E’ la prima volta che riaffiora in me questo ricordo…
    Quando ero piccola avevo la netta senzasione, cioè sapevo, che mentre io, ad esempio, facevo i compiti, c’era dall’altra parte del mondo, o solo nella casa di fronte, un’altro bambino e altre persone che nello stesso momento facevano e vivevano altre cose.
    E mi dispiacevo di non sapere quali fossero i loro pensieri in quel preciso momento, mi dispiacevo nel sapere che avessimo realtà diverse e che nessuno conosceva quella dell’altro. Ero piccola, ma questo lo capivo. Poi ne ho parlato con i grandi, come succede spesso, e mi sono lasciata convincere che “sono tutte scocchezze”, generalizzando, poi, il significato e concetto di realtà.
    Come hai giustamente detto per i film, accade anche per i ricordi. A volte con mio fratello, sempre da bambini, parlavamo di episodi vissuti insieme e i ricordi di entrambi erano completamente diversi, tanto da darci reciprocamente del “fuori di testa e… ti sei inventato tutto”, mettendo anche in dubbio che eravamo insieme quella tal volta.
    Bello, bel post. La relatà cambia a seconda di chi è l’osseratore e forse anche l’osservato. Le cose che non conosci, che non “vedi” non fanno parte del tuo mondo, quindi è come se non esistessero, perciò non sono per te reali.

    Comunque, nell’immagine che apre il post, per primo ci ho visto il fiore, subito dopo anche il volto.

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