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A volte, una semplice e distaccata osservazione del mondo è sufficiente per stimolare intuizioni che portano a ragionare sugli aspetti della nostra vita veramente importanti. Capita anche che questa osservazione non debba essere particolarmente ricercata, ma che sia sufficiente basarla sulla quotidianità, notando con più attenzione cose che prima ci erano sfuggite, anche se da sempre sono sotto i nostri occhi.

La genesi di questo articolo è proprio questa: l’idea che sto per proporti è nata da un ragionamento apparentemente banale, ma che è poi cresciuto da solo assumendo le caratteristiche richieste perché decidessi di scriverne.

Oggi voglio parlarti dell’ordine. Banalmente, potremmo dire che un ambiente è ordinato se c’è un posto per ogni cosa e ogni cosa è al suo posto. Adesso, immagina di tornare a casa e sapere che la troverai perfettamente ordinata: lenzuola pulite e letto fatto, pavimenti lavati, nessun oggetto fuori posto. E’ una bella sensazione, la stessa che provi quando entri per la prima volta nella tua stanza in hotel. Appena arrivato a casa, ti godi per un attimo la pace e l’ordine che stai sperimentando e poi ricevi una telefonata. Afferri il telefono che era in carica nel suo supporto e rispondi alla chiamata, durante la quale ti viene chiesto di appuntare un numero telefonico che dovrai chiamare di lì a poco. Con una mano apri il cassetto dove tieni un blocco note, poi afferri la prima matita che ti capita a tiro e appunti il numero. La telefonata finisce e tu lasci il telefono sul tavolo della cucina, perché tanto dovrai usarlo di nuovo tra un momento. Di fianco appoggi il foglio con il numero da chiamare. La matita la dimentichi da qualche parte, in automatico, senza pensarci. Decidi di guardare un po’ di televisione prima di cena, prendi il telecomando che era al suo posto in salotto vicino a tutti gli altri, accendi la TV, ma hai freddo e ti procuri una coperta. Quando sei stanco della televisione, appoggi il telecomando sul bracciolo del divano, la coperta la lasci lì dov’è, magari dopo serve di nuovo. Torni in cucina e prepari la cena, prima di apparecchiare la tavola ovviamente sposterai da qualche altra parte il telefono, che non dovrebbe trovarsi lì…

Qui posso fermarmi… in pochi minuti dell’ordine che c’era prima in casa è rimasto un pallido ricordo. Tutto è successo automaticamente, quasi logicamente. L’ordine si è come sciolto, è svanito quasi senza che tu te ne rendessi conto. Mentre ci pensavo ho cominciato a chiedermi: perché questo succede?

La risposta non mi è sembrata subito ovvia, ma quando ci sono arrivato ho sentito subito che era quella giusta. La verità è che l’ordine richiede energia.

L’ordine richiede energia.

Se viviamo con un atteggiamento di “consumo minimo” (che è un modo più elegante per dire “pigrizia”), la nostra vita tenderà naturalmente al disordine. Tornando all’esempio appena visto insieme, per rimettere le cose in ordine com’erano originariamente avresti dovuto impiegare più energia di quanta ne occorra perché le cose restino disordinate. La coperta andava, per esempio, piegata e riposta al suo posto. Per riportare il telefono nel suo supporto avresti dovuto camminare lungo il salotto, sono pochi metri, ma è più di zero. La matita… non sai neppure dove l’hai presa, devi pensarci su, aprire due cassetti, cercare la mensola dove tieni il portamatite e mettercela. E via dicendo…

E’ certamente più comodo e meno dispendioso, una volta che abbiamo infranto l’ordine, lasciare le cose come stanno oppure continuare a generare disordine, cosa che avviene – come abbiamo appurato – spontaneamente. Ora, la cosa più interessante è che lo stesso accade nella tua mente, con i tuoi pensieri.

Se non sei disposto a spendere un po’ di fatica per fare ordine tra i tuoi pensieri, la mente tenderà naturalmente al caos. Immagini mentali scollegate, ricordi, idee vecchie di anni, proiezioni future continueranno ad affollarsi. Alcuni di questi ti provocheranno delle emozioni, magari anche piacevoli, ma non le manterrai abbastanza a lungo nel tuo focus da permettere alla legge di attrazione di attivarsi. Non prenderai alcuna decisione importante, rimanderai tutte le cose che vanno fatte, assumerai gli stessi comportamenti e, indovina… avrai gli stessi risultati! Sul momento può sembrare una buona prospettiva: l’idea di risparmiare fatica piace a tutti. Ma alla lunga, che tipo di impatto ha questo atteggiamento sui tuoi progetti e, più in generale, sul livello di qualità della tua vita?

Ti piacerebbe vivere in una casa perennemente in disordine, con i letti da fare, i pavimenti sporchi, la polvere sui mobili e i piatti da lavare? Credo proprio di no. E allora perché permettere che accada nella tua mente?

Se sei disposto a investire un po’ di energia e attenzione a quello che succede nella tua mente, le cose cambiano in fretta. E’ quello che fanno le persone che hanno un grande sogno, una mission nella vita: ci pensano costantemente. E io sono convinto che abbiano anche loro, spesso, momenti in cui vorrebbero lasciarsi andare al disordine, permettendo alla mente di vagare per risparmiare energia, per ottimizzare le forze. Ma non lo fanno: spendono un po’ di fatica per riportare la barra del timone nella direzione voluta. Così facendo tengono sotto controllo il caos, cioè – in poche parole – controllano gli eventi! Danno una direzione precisa e un senso profondo al proprio stare al mondo e creano i presupposti per grandi successi e, a lungo termine, per una meravigliosa sensazione di appagamento e felicità. E’ come fare un piccolo investimento oggi con la certezza che domani diventerà un’enorme ricchezza!

Penso di potermi fermare qui, la similitudine è piuttosto chiara e adesso vorrei chiederti: che cosa ne pensi? Lasciami la tua idea nei commenti, nel frattempo ti saluto e ti do appuntamento al prossimo articolo.

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31 commenti a L’ordine richiede energia (e la mente anche)

  1. Simona scrive:

    Ciao Francesco,
    hai nuovamente colpito in pieno con questo articolo!!! E’ vero, ci sono momenti in cui siamo molto “disordinati” anche senza rendercene conto, ma è bene far durare pochissimo questo caos e fare immediatamente ordine… è difficile, è vero, ma ci vuole sempre tanto impegno ed energia…
    A presto e grazie, Simona!!!

    • Francesco scrive:

      Grazie Simona, sono contento che l'articolo ti piaccia. A presto!

      • Patrizia scrive:

        E' una similitudine che calza perfettamente. Se poi osserviamo che sensazione proviamo anche quando mettiamo in ordine il caos che abbiamo creato in casa, ci rendiamo conto che era necessario farlo per resettare anche il nostro stato d'animo e cominciare a fare qualcosa nel pulito.
        Svuotare il vaso per poterlo riempire nuovamente… e non sto parlando di quello del wc :D
        E visto che quello che impara il corpo lo impara la mente e viceversa, credo che se imparassimo davvero a tenere in ordine casa nostra, lo stesso avverrebbe in automatico nella nostra mente. Quindi non è solo una similitudine quello che spieghi tu, è un vero esercizio che ci aiuta a mantenere ordine fuori e dentro noi stessi.
        Grazie per l'input! Ora comincio dal mio desktop del computer che è davvero caotico :DDD

  2. Giuseppe scrive:

    Ciao,
    bell’articolo davvero… è vero, un po’ di consapevolezza costa fatica… lo sapevo, ma non ci avevo mai pensato :-).
    Grazie per questo interessante blog.

  3. Viviana scrive:

    Ciao Francesco,
    io invece sono molto ordinata ed organizzata nella vita di casa, ufficio, figli etc. ma a livello mentale … una confusione! Forse esaurisco la mia energia per sistemare le cose pratiche e non ne ho più per quelle teoriche. Bhà, bello spunto di riflessione; a presto.

  4. Laura scrive:

    E come sempre hai ragione… mi sono quasi sentita rimproverata! :-D
    Mi hai dato un po’ di carica per fare ordine, grazie.

  5. Francesco scrive:

    Prima di tutto grazie a tutti voi per i commenti, vedo con piacere che l'articolo ha generato interesse. E in effetti è proprio interessante l'argomento.
    Adesso sarebbe prezioso farsi questa domanda: in che modo posso aiutare me stesso a essere mentalmente più "ordinato", metodico e preciso? E quando lo faccio, cosa migliora nella mia vita?

    A presto!

  6. Andrea scrive:

    Ciao Francesco, magari la cosa puo' essere piu' semplice nel momento che a creare disordine (o creare un ordine diverso ;) siamo noi, ma come si fa quando a crearlo sono altri con cui possiamo convivere? E consideriamo anche di tornare a casa la sera stanchi… e, invece del nostro ordine che abbiamo lasciato la mattina, ci troviamo un ordine diverso…
    Proprio stamattina, per esempio, erroneamente ho fatto cadere una bottiglia di vetro che il mio conquilino aveva dimenticato di rimettere a posto. Naturalmente si è rotta. Per spingere il mio conquilino a lasciare le cose in ordine la prossima volta potrei agire sulla sua leva motivazionale del dolore facedogli raccogliere i cocci rimasti sul tavolo.
    Dico questo perche' e' successo anche un'altra volta, un evento simile e di sicuro, se provassi a raccogliere io i cocci, difficilmente imparera' la lezione.
    Grazie,
    Andrea

    • Francesco scrive:

      Ciao Andrea,

      come tutte le volte in cui si coinvolgono altre persone nei nostri intenti, anche in questo caso la sfera di responsabilità si riduce. O meglio… si allarga l'area da "responsabilizzare" :)
      Nel tuo caso puoi fare due cose: primo, fare leggere al tuo coinquilino questo articolo :) e secondo, proprio come dici tu, fare pesare al responsabile l'effetto del suo disordine.
      Comunque, io non credo che un ordine "fisico" sia necessario per avere invece ordine tra i pensieri e le emozioni. Ed è lì che c'è quello che realmente conta.
      Grazie per l'ottimo spunto secondo cui "il disordine è solo ordine sotto un'altra forma".

  7. Massimo scrive:

    Grazie Francesco, pensandoci su è propio così. Non ci si rende conto di come ci si lascia andare agli eventi. Grazie.

  8. Paola scrive:

    moooolto interessante, è proprio un periodo in cui ho un grande disordine sia pratico che mentale… ufff… il caos è più comodo dell'ordine questo è sicuro però è importante impegnarsi e metterci l'energia necessaria per tenere sotto controllo la mente e i pensieri.. l'ordine richiede energia!! Parole sante.
    Paola

  9. Giò scrive:

    Ciao Francesco , questo articolo è la risposta puntuale, la più adatta al periodo che sto vivendo ! Grazie !

    Sto sperimentando sulla mia pelle come sia indispensabile l'ordine nella propria vita.

    Sono tendenzialmente una persona ordinata… mi piace sperimentare quello di cui hai parlato (entrare in casa e sentirti accolta dall'armonia generata dall'ordine )
    Infatti quando sono contornata dal caos , anche la mia lucidità mentale ne risente , e non poco !

    In questo periodo sto invece sperimentando quanto si stia male quando intorno a te regna il caos. E' come se io usassi tutte le mie risorse per mettere in ordine , per poi scoprire che "qualcuno " ha rimesso tutto sottosopra appena mi sono rigirata …

    Cosa consigli in questi casi ?

    Grazie e complimenti per il tuo sito e per il tuo libro "contro saturno "

    Giò

    • Francesco scrive:

      Ciao Giò,

      grazie a te per le tue parole.
      La prima cosa che farei io al tuo posto è rivalutare la mia definizione di "caos". Infatti il disordine non è "binario", o c'è o non c'è… penso che ci siano vari "livelli" di disordine e prima di arrivare al "caos" di strada da fare ce n'è… se quel non-ordine dipende da altri, potresti pensare di diventare più morbida nella tua definizione di caos. Insomma, imparare a tollerare un certo grado di disordine.
      Sicuramente non va bene "stare male" se l'ordine non c'è: qui si potrebbe ragionare sulla tua abilità di gestire lo stato d'animo, che forse andrebbe accresciuta e migliorata.

      Grazie ancora per i complimenti che mi hai fatto, ne sono ben contento!

      • Giò scrive:

        Mi hai dato la "parola chiave " : MORBIDEZZA
        Pensavo di doverlo diventare " in generale " , ma ora capisco che la Vita mi sta dicendo a chiare lettere che devo esserlo soprattutto con me stessa , almeno quanto lo sono di solito verso il prossimo … è un buon inizio , anzi ottimo , direi !!!
        Ciao Francesco ,
        Grazie di cuore

  10. Andrea scrive:

    @Viviana:
    Hai provato a recitare Daimoku (sorry, non so come si scriva :-D)… sicuramente se dedichi anche solo una decina di minuti giornalieri alla pratica Buddhista , posizionandoti di fronte al goonzo (se non ce l’hai potresti btw immaginartelo) e affidarti a Buddha… da quando ho iniziato la mia pratica Buddhista, la mia mente e’ piu’ ordinata (certo, ho ancora del lavoro da fare ma sono a un buon punto).
    Il Daimoku, personalmente provato, puo’ veramente aiutarci a liberare la nostra mente! :-D
    Andrea

    • Viviana scrive:

      Questo è proprio un bel consiglio; sono passati un sacco di anni da quando recitavo Daimoku, poi non so perchè ho lasciato andare… anzi, riflettendo, è stato perchè non riuscivo a dare un senso alla cosa. Adesso compari tu con questo. Forse è il caso che io approfondisca.
      Grazie Andrea, grazie di cuore.

  11. Giuliana scrive:

    Carissimo Francesco, anch'io, come Patrizia, esterno i miei pensieri e le mie emozioni, tanto che chi mi circonda può facilmente percepirlo! Ed ora, mi rendo conto grazie a te, che esterno anche il mio disordine mentale, in disordine in casa! Ok, ok!! mi sono presa una pausa, l'ordine richiede energia, ma grazie per la spinta! E in men che non si dica, rimetterò ordine…a iniziare dall'esterno!! Grazie ancora, come sempre :-)
    Un abbraccio sincero e buon lavoro a tutti :D!

  12. Debora scrive:

    Credo che quando si inizia a pensare di realizzare un sogno,spesso il processo puo’essere molto faticoso. Ma quando cominciamo a vedere alcuni piccoli risultati dopo un certo periodo di tempo in cui abbiamo applicato la legge di attrazione, ecco che tutto questo diventa uno stimolo a continuare e a credere di piu’ in noi stessi ed in quello che vogliamo realizzare .Vedo che ogni giorno mi capitano cose sorprendenti e “magiche “. E’ meraviglioso!

  13. Carmen scrive:

    Io sono perfettamente d’accordo! E’ un parallelismo molto efficace quello appena letto… e aggiungo che in “quel” disordine fisico di casa ci si aspetta che ci sia sempre qualcun altro a spostare quello che noi abbiamo lasciato in disordine.
    Stessa cosa per quello mentale: scaricheremmo volentieri la responsabilità ad altri! Grazie per aver spianato i solchi di questo faticoso (anche se apparentemente più “libero”) atteggiamento: perchè se è vero che l’ordine costa fatica, è pur vero che ripaga. Carmen.

  14. mariella scrive:

    anch'io come Viviana riesco a tenere molto in ordine casa e ambiente di lavoro senza difficolta',ma per quanto riguarda l'ordine mentale…be' e' decisamente piu' faticoso,pero' da ho notato un notevole miglioramento da quando ho imparato a scrivere su un quaderno le cose piu' importanti ,soprattutto a livello di progetti ,idee,soluzioni etc.
    quando mi accorgo che faccio fatica a tenermi tutto in ordine nella testa,allora scrivo
    e' una cosa che ho imparato a fare dopo i primi approcci all'immaginazione creativa,seguendo i consigli di Francesco; facendo pratica su cio' che desidero,ho poi esteso l'applicazione anche a tutto il resto.
    Grazie Francesco,i tuoi consigli sono stati un buon investimento e a lungo termine!

  15. Andrea scrive:

    Ah ragazzi,
    pensandoci, un ordine diverso che altri ci lasciano, puo' esser "giustificato" con una credenza del tipo che: un ambiente in ordine diverso dia l'idea di essere piu' vissuto.
    Certo, magari l'azione di mettere in ordine da cima a fondo puo' essere un qualcosa che puo' esser fatto come un passa-tempo (alcuni lo fanno), ed e' per questo che magari a chi voglia svolere quest'attività anche per tenere ordinata la sua mente, possa farsi dominare da queste credenze, quando in realtà, puo' raggiungere lo stesso ordine ricordandosi via via di riporre gli oggetti dove e com'erano in precedenza.
    Per fare un esempio informatico, se vogliamo spegnere un pc dobbiamo per forza salvare il contenuto di ciò che stavamo scrivendo, terminare dei processi in corso (anche se quest'ultima operazione puo' essere eseguita automaticamente dal nostro sistema operativo). Ma se, invece di aspettare che il sistema operativo chiuda da solo le applicazioni, peggio ancora se ci dimentichiamo di salvare i documenti, staccassimo direttamente la spina perché ci fa risparmiare energia (per chi usa i portatili invece che staccare la spina disinserire la batteria vale lo stesso discorso) cosa succederebbe? Quello che in casa si chiamerebbe "disordine", in informatica si definirebbe come un qualcosa di potenzialmente rischioso: oltre ad aver perso ciò che stavamo scrivendo, potremmo trovarci degli irrimediabili danni su disco, con tutte le conseguenze che quest'azione derivata dalla pigrizia ha causato.
    Andrea

  16. emanuela scrive:

    oih ohi. che disordine, forse devo buttare via le cose vecchie per fare spazio a quelle nuove!!!! ci vuole del coraggio perchè penso sempre che mi possano servire.
    manu

  17. Fabio scrive:

    Ciao Francesco ciao a tutti, grazie per le riflessioni che mi hai costretto a fare Francesco, lo spunto tratto dall'ordine materiale calza benissimo per quel che è l'ordine mentale, è davvero difficile restare sempre e costantemente concentrati nell'osservare i nostri pensieri decidendo di lasciare andare quelli negativi o altri i quali sembre siano prodotti da qualcuno o qualcosa estraneo al mio essere( lo sfidante?, personalmente trovo sempre più percorribile la strada di cui parli grazie ad esercizi come Ho oponopono e altri ma la meditazione anche di pochi minuti è per me eccezzionale, la suggerisco a tutti, grazie e pace e amore a te e a tutti, Fabio.

  18. francesca scrive:

    ma sei venuto a casa mia per caso? Mi ha fatto impressione legger"MI". Sto imparando la "consapevolezza" del disordine e della fretta che mi caratterizza. In realtà penso che ci voglia un sano caos di tanto in tanto….ci vuole un mollare le rendini e un non tenere tutto sotto controllo ma io credo che negli anni abbia abusato un tantino…..dalla consapevolezza credo che possa partire un piccolo cambiamento…! Una bella avventura!

  19. Cristiane scrive:

    Io sono stata sempre molto disordinata, anche adesso, ma più pigra che disordinata. Prima tendevo a fare di fretta le cose, per ottenere subito il mio obbiettivo, una casa pulita e ordinata, profumata. Poi mi rendevo conto che non bastava solo mettere ordine al disordine perché basta poco, come dici tu, a rimettere il caos attorno, Questo accadeva, e anche adesso accade ma meno di prima, perchè la mia mente era molto confusa. Riflettevo il mio mondo interiore nella mia casa. Più ero pigra a gestire i miei pensieri e le mie emozioni, più lo ero negli atteggiamenti dall'esterno, anche nella comunicazione. Oggi è meno evidente, ho compreso che devo fare nel piccolo per raggiungere il grande. Non ho bisogno di vedere il disordine che si crea nella mia casa, devo semplicemente togliere quel piccolo disordine che potrebbe essere considerato normale, ma con il trascorrere della giornata ogni piccola trascuratezza ha fatto massa, è diventata incontrollata, e di conseguenza diventa un lavoro più appesantito che richiede più energie. La soluzione, almeno per me, è quello di procedere a piccoli passi, ogni giorno, con costanza, e tutto va nell'ordine che vogliamo senza troppo impegno ed energia perchè dosato nel modo più corretto!
    Grazie

  20. Anna scrive:

    Una parola: TROVATO!
    l'idea che hai suggerito in quest'articolo era proprio ciò che cercavo.
    Hai espresso così bene ciò che mi accade quotidianamente.
    Soprattutto quando ho del prezioso tempo libero.
    La mia mente si affolla di idee, devo ammettere tutte molto interessanti e meritevoli di essere approfondite per poter poi essere spinte verso una realizzazione.
    Io ho tutto. Ho tempo sufficiente a disposizione. Adeguate risorse economiche (penso che con 1400 euro mensili, un contratto a tempo indeterminato, io abbia ragione di credere di essere fortunata).
    Allora cosa mi frena?
    Oltre al disordine…l'INCOSTANZA.
    Appena vedo i primi risultati, che abbisognerebbero di un briciolo di perfezionamento in più, mi arrendo alla pigrizia ed al progetto creativo che intanto ha fatto capolino.
    Grazie!

  21. sandro scrive:

    Grande!
    Avevo fatto del disordine organizzato una mission.
    All'inizio è dura ma lentamente rimettendo i pensieri in ogni "apposito cassetto" anche la mente trova "casa in ordine"
    grazie

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