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A pochi giorni dal terremoto che ha sconvolto Haiti, portandosi via la vita di un numero di persone che non sarà mai esattamente determinato, penso che sia opportuno porsi alcune domande con l’intento di fare luce sulle relazioni che ci sono tra l’immaginazione creativa e gli eventi naturali.
L’obiettivo non è solo quello di fare chiarezza: vorrei anche darvi modo, come spesso accade, di riflettere, di pensare con la vostra testa e di trarre conclusioni personali. Perché la correlazione che cerchiamo, se esiste, non sarà uguale per tutti. Qualcuno di voi ci si identificherà, qualcun altro no. Ad alcuni quello che scriverò susciterà obiezioni, mentre altri sentiranno di essere profondamente d’accordo.

Lo scopo non è “avere ragione”: è esprimere un punto di vista che dia il via ad una discussione costruttiva. Ecco quindi alcune domande che sono attinenti alla situazione e le risposte che io mi sono dato.

Chi causa una catastrofe naturale?

Se andiamo alla ricerca della causa “fisica” del disastro, allora ci inerpichiamo su un sentiero difficile. Potremmo dire che in certe zone del pianeta non è opportuno costruire edifici, ma allora Tokyo e Los Angeles non dovrebbero esistere? Chi di voi ha una casa vicino ad un fiume? Chi vive in una vallata sotto una diga? E’ evidente che siamo su questo pianeta con l’obbligo di convivere con la natura: nel farlo, ce ne assumiamo la responsabilità. Zone del mondo a “rischio zero” non se ne conoscono. Se la ricostruzione di Haiti sarà finanziata da Paesi più ricchi e sarà effettuata secondo criteri antisismici, avremmo già dato un indirizzo ben preciso al futuro, che non vedrà più una tragedia umana così vasta.

La verità è che ci sono cose che succedono e basta, fanno parte del “tutto” in cui viviamo. Non sono evitabili e, quando capitano, non è colpa di nessuno. Significa che non possiamo fare niente per evitarle? Sì, e significa anche che possiamo fare tanto per limitarne gli effetti. Perché se un evento naturale si manifesta nessuno l’ha “attratto”, ma se evitiamo di costruire e vivere dove la natura si manifesta con violenza, riportiamo l’imprevedibile sotto il nostro controllo. Possiamo fare la stessa cosa progettando e realizzando aerei più sicuri. Migliorando le strade e la nostra educazioni nell’usarle. Utilizzando materiali adatti per l’edilizia. Rispettando il territorio. Su questo abbiamo totale controllo, e quindi potere d’azione.

E sono azioni concrete che salvano la vita a migliaia di persone.

Perché è successo?

E’ una domanda che, credo, tutti si siano posti. Non esiste una risposta “giusta”. Forse, se c’è, sta in quello che avete appena letto: alcune cosa succedono e basta. Non ha senso implorare perché non capitino più o lamentarsi quando succedono: è la vita, la si accetta, si cerca di comprendere come viverla al meglio e si riconosce che la responsabilità umana c’è sempre. Questo non vuol dire che se sei povero e vivi in una casa che crollerà a seguito di un terremoto allora si tratta di una tua colpa. Ma la casa non l’ha costruita madre natura: l’ha fatta un essere umano. E la prossima dovrà farla meglio, compatibilmente, è chiaro, con i mezzi che avrà a disposizione.

In ogni evento c’è sempre una parte che può essere controllata dall’uomo: noi dobbiamo assicurarci che questa parte sia la più grande possibile.

Come si può trovare qualcosa di buono in una tragedia?

Haiti è sotto l’occhio del mondo intero, adesso, mentre solo qualche giorno fa era un altro dei “Paesi poveri” di cui nessuno si interessa, se non per andarci al mare. Migliaia di persone si stanno prodigando per portare aiuto. Le iniziative di solidarietà si moltiplicano e moltissimi ne trarranno beneficio. Chi aspettava l’occasione giusta per rendersi utile è finalmente salito sul treno. Bambini che non avrebbero mai avuto un futuro adesso verranno curati, nutriti e istruiti. Molti cittadini raggiungeranno gli Stati Uniti con un aereo che non avrebbero mai potuto permettersi, e lì cominceranno una nuova vita, in un Paese ricco.

Io penso che il mondo intero in questo momento sia più unito.

Ci sarà ricostruzione e, se abbiamo imparato la lezione, sarà fatta a regola d’arte. Molti poveri che vivono nelle baracche avranno una casa vera, finalmente. E la vita, tra qualche tempo, sarà migliore di prima.

In questo c’è del buono, non credete?

Cosa possiamo fare noi?

Chi può donare ha decine di opportunità per farlo. Non segnalo nessun link in particolare, la ricerca è semplice e chi vorrà la farà da sé. Molti hanno già fatto tantissimo: pensiamo a chi è salito su un aereo a tempo di record e adesso è sul posto a portare aiuto.

Cosa impariamo da questa vicenda?

Sono certo che ognuno trarrà la propria lezione. La mia la rendo pubblica: la vita è effimera e i nostri presunti “problemi” sono poca cosa davanti a questo. Ogni giorno è un dono: bisogna esserne grati, sempre. Bisogna ricordarsi che l’essere al mondo non è un fatto dovuto: è un privilegio! Il nostro compito deve essere quello di onorare ogni giorno perché non vada sprecato: cercando di divertirci più che si può, facendo qualcosa per gli altri, studiando, imparando, godendoci il momento vivendo nel presente.

Se ciascuno tra noi che assistiamo a questi eventi trae un insegnamento profondo, significativo e determinante per il resto del tempo che ha a disposizione, e trova il modo per metterlo in pratica e insegnarlo agli altri, allora questo darà un senso e una speranza a quello che è avvenuto.

Di nuovo, di questo abbiamo il controllo: dipende da noi.



32 commenti a Legge di attrazione ed eventi naturali

  1. Lia scrive:

    Ti ringrazio, mi hai dato una risposta chiarificante. Si, me ne sono date ma mi mancava quella che ho appena letto, grazie ancora, Lia

  2. Laura scrive:

    Grazie, Francesco……..è un post magnifico! Lo dico davvero col cuore!

    Senza alcuna retorica hai dato spiegazioni tecniche, fiducia, speranza……..

    Grazie…..queste sono davvero parole che se le si legge attentamente possono restare nel cuore. E se le usiamo per cominciare a cambiare noi stessi, vedremo risultati inimmaginabili anche negli altri!

    Un abbraccio
    Laura

  3. mariu scrive:

    Grazie Francesco!
    E’ un post straordinario, condivido parola per parola.
    Ma l’affermazione che chi ha colpito di più, forse la più ovvia e forse anche per questo la più difficile da matabolizzare, è stata:” è la vita, la si accetta!”
    Consapevole che ogni giorno, ogni attimo è un dono, esprimo infinita gratitudine.
    Grazie, grazie, grazie.
    Mariù

    PS: scusate per l’OT: ma perchè nessuno vota i post?
    se io potessi…. clccherei sulle stelline ogni volta che li rileggo .-)

  4. giudi scrive:

    Ciao Francesco, è una grande emozione leggerti. Io non so sempre scrivere in lettere il mio pensiero e le mie sensazioni; grazie perchè le tue parole sono la materializzazione delle mie sensazioni e della formulazione dei miei pensieri.
    Questo per farti sapere quanto condivido il tuo post.
    In relazione all’argomento da te rilevato la vita è proprio un privilegio ed ogni giorno va scritta nella propria lista della gratitudine.
    Grazie Giudi

  5. ANGY scrive:

    Carissimo Francesco,
    sono profondamente commossa dal tuo articolo e d’accordo con te a pieno!
    Sei una persona veramente speciale e sono felice di aver avuto modo di conoscere il tuo sito.
    Sono grata alla vita per tutto quello che ho e un poco dovremmo vergognarci quando ci lamentiamo di tutto, non siamo consapevoli della ricchezza che abbiamo anche se facciamo fatica ad arrivare a fine mese!
    Fra poco esco dall’ufficio e non avrò modo di collegarmi perchè a casa non ho tempo!
    Ti auguro un bellissimo e sereno week end!
    Angy

  6. maria scrive:

    Onorare ogni istante, con profonda gratitudine e amore il più grande dono,
    la vita.
    Comprendere che siamo fratelli in ogni parte del mondo.

    Siamo noi i fortunati, sono loro gli sfortunati? Non sappiamo quasi nulla di ciò che ha veramente significato. Rispetto a certi eventi siamo analfabeti
    Siamo immersi nel mistero e nella ignoranza, ma viviamo in un tempo in cui è necessario sforzarsi per sviluppare una coscienza, al di fuori del cerchio del nostro privato mondo

    Se fossi capace di alleviare il dolore di un qualunque essere che magari nemmeno mi piace , se fossi capace di volermi veramente bene e rispettarmi.

    Credo che ciascuno dal suo punto di vista faccia qualcosa per gli altri, anche la più umile delle azioni, anche da lontano. Ma ciò di cui abbiamo veramente bisogno, è una risposta alle domande più importanti, queste risposte dobbiamo cercarle soltanto noi, e beato chi sente questo anelito

    Francesco, mi fa piacere che tu abbia dedicato in un modo che ti è proprio del tempo e dei pensieri a questo doloroso evento.

    un abbraccio maria

  7. mariella2 scrive:

    bellissimo post e molto “concreto”ed e’ bello e realistico ricordarci come dici tu Francesco,che dobbiamo considerarci dei privilegiati per il solo fatto di essere al mondo e che ogni attimo non va sprecato vivendo il presente alla grande ,ogni attimo….
    leggevo tempo fa un’intervista ad una coppia anziana che dopo circa 40 anni di matrimonio vivevano ancora il loro amore come il primo giorno ed alla domanda dell’intervistatore di quale fosse il loro segreto ,questi risposero che siccome avevano vissuto la guerra e in quel periodo ogni volta che si vedevano poteva essere l’ultima,cercavano godere al massimo della presenza l’uno dell’altra ;avevano deciso di procedere allo stesso modo anche negli anni a seguire dando il 100% nella loro vita di coppia
    @ marju’condivido la tua osservazione sui voti ai post ,ho notato anch’io che vengono poco votati e credo che oltre che leggerli,sarebbe anche carino dare un po’ piu’ di attenzione a chi li scrive,visto che “non crescono dal nulla”e sono frutto di riflessioni,impegno,capacita’ di analisi etc.

  8. liria scrive:

    La disperazione di Haiti è veramente un evento che non può lasciare insensibili.La Natura è qualcosa che non puoi sottovalutare ,ignorare.Esprime la sua vera Esenza con mille fenomeni e tra questi i terremoti. A noi che è stato dato il dono di viverla e conviverci spetta in sacro dovere di rispettarla.Mi piacerebbe pensare che tutti coloro che hanno agito sempre con tanta superficialità,,che hanno costruito case strade ecc.. senza regole,competenza,usando materiali di scarsa qualità e quant altro per puro e solo tornaconto economico si facciano carico delle proprie responsabilità In quel paese hanno approfittato anche della Povertà ed è qualcosa che mi provoca molto dolore..Seguendo gli avvenimenti mi ha colpito la resistenza dei sopravvissuti la capacità di resistere alla fame ,alla sete abituati a lottare per viere hanno lottato ancora di più.La donna che cantava che ne pensate?Dal primo momento ho provato a connettermi con questi fratelli inviando loro ,con tutta l’Energia che ho ,tanto coraggio e insieme a tutti i tipi di aiuto ho chiesto a chi crede come me di farlo.Se ci credete fatelo anche voi.

  9. mentemix scrive:

    Ciao a tutti! La mia domanda in questa circostanza come in quella dello tzunami di qualche anno fa è questa: "Perchè proprio a loro?" sì sicuramente ci sono circostanze oggettive e pratiche che ha messo in luce francesco, io sono un po' più "nel mondo delle idee" e a differenza di qualche anno fa ora ho strumenti diversi per comprendere, eppure la domanda permane…ho sentito spesso nei racconti di chi ha visitato zone particolarmente povere riportare lo stupore nel vedere persone felici, nonostante quel pochissimo che hanno trovano gioia di vivere. Sorrisi e occhi luminosi colpiscono occidentali frustati dall'effimero.

    Alla luce di queste considerazioni proprio loro che vivono nella gratitudine e nella gioia del presente dovrebbero attrarre il meglio e invece sono le vittime più frequenti delle catastrofi naturali, come martiri dell'umanità.

    Questo resta per me un quesito irrisolto che mi piacerebbe dissolvere con una spiegazione accettabile. Non ho la stessa facilità di alcuni di voi, passo dalla comprensione per arrivare all'accettazione.

    Grazie per questa possibilità di confronto, adoro lo scambio e gli stimoli.

    Grazie

    Daniela

    • Marisa scrive:

      Un punto di vista: si può davvero essere pieni di gioia e gratitudine, mentre i tuoi piccoli stanno morendo di fame o non possono curarsi o non si hanno i mezzi per controllare minimamente gli inevitabili disastri naturali? Forse quello sugli indiani e asiatici felici e colmi di gratitudine è uno stereotipo europeo, occidentale. Nel buddismo si dice che un bodhisattva, un santo, un illuminato, piange, se gli altri uomini piangono. E se il dolore non risparmia un illuminato, figuriamo l’essere comune che oltre al dolore naturale come la malattia, il decadimento fisico, i terremoti, le carestie, è capace di procurarsi altro dolore, altre tragedie come la guerra, la sopraffazione del più debole!
      Mi chiedo se la vita sia davvero degna di essere vissuta, se la vita stessa non sia in sé, di sua natura, poco compassionevole. Sono in un mondo di disperazione e di inferno. Si dice che il dolore lo si deve accettare. Ma chi lo può fare e per quanto. Prima reazione.Poi meditando viene fuori quanto segue.
      La religione in genere dice che la vita è eterna, è un viaggio che va oltre la morte, che la morte non è la fine della vita, solo assenza della sua manifestazione sulla terra. Ci crediamo, vogliamo crederlo tutti nel profondo. D’altra parte La vita è un mistero così incredibile, che è lecito aspettarsi di tutto. Penso ai feti nel ventre materno. Quando arriva il momento della nascita, per loro è solo morire. Muoiono alla manifestazione della vita intrauterina e rinascono in altra dimensione, ma non lo sanno. Potrebbe esistere un’altra dimensione in cui la nostra personale vita continui oltre la morte e noi non saperlo, come i feti,i non ancora nati. Potremmo avvertirne un presentimento.
      E’ un’analogia, ma noi umani attraverso l’analogia abbiamo compreso le leggi dell’universo e applicandole abbiamo anche dominato il lato distruttivo della natura. Se la compassione di questo universo esiste, se il male, il dolore non è assolutamente gratuito e senza senso, allora tutti questi martiri dell’umanità, dovrebbero gioire, in grado di volare adesso, dopo lo tzunami, in cieli più alti e comprendere finalmente il perché di tanto dolore apparentemente gratuito e ingiusto.
      Il Daishonin affermò: «Considerare con avversione la nascita e la morte e cercare di dissociarsi da esse è illusione o Illuminazione parziale. Percepire chiaramente che nascita e morte sono fenomeni naturali della vita eterna è perfetta conoscenza o Illuminazione. Nichiren e i suoi discepoli che recitano Nam-myoho-renge-kyo comprendono che flusso e riflusso di nascita e morte sono funzioni intrinseche della vita eterna”.
      Non sto facendo proselitismo, voglio solo dire che per me questa è l’unica spiegazione accettabile della sofferenza. Molti credono che si diventi Budda O FELICI, GIOIOSI, GRATI, solo dopo la morte, ma non è esatto.

      «Finché era in vita, egli era un Budda vivente e ora è un Budda defunto; si è Budda sia in vita che dopo la morte. Questa è la profonda dottrina di sokushin jobutsu».9
      SAITO: Questa è la vera unicità di vita e morte.
      Per questo dobbiamo vincere nella vita presente. Vincere in questa vita significa vincere dopo la morte, nelle vite future e per l’eternità. Toda spiegava che «se diventiamo felici in questa vita, sicuramente lo diventeremo anche nelle vite future».
      Alcune religioni insegnano che si può essere felici solo dopo la morte e non cercano di offrire alcuna soluzione alle sventure che s’incontrano in questo mondo. Invece il Buddismo del Daishonin spiega che la prova concreta della felicità in questa vita è garanzia dell’ottenimento della felicità dopo la morte e nelle esistenze a venire.
      Io sto provando questa via. Potrebbe essere uno stimolo per approfondire. E’ un lungo percorso, non so dove arrivo, non sempre ho questa “fede” o fiducia, che dir si voglia, di fronte al dolore dell’umanità.
      Ciao mentemix. Marisa

      .

  10. stewes scrive:

    ciao francesco bell’articolo. Sai, però, anche io riesco a dare una spiegazione a catastrofi, purchè siano naturali; quello che non riesco a comprendere sono le catastrofi umanitarie, come guerre, genocidi, deportazioni. Io per esempio non riesco proprio a comprendere le cause dei lagher nazisti. Voglio dire, in termini di legge dell’attrazione, c’è una spiegazione plausibile secondo te?

  11. Francesco scrive:

    Non penso che, se anche ci fosse, sarebbe una spiegazione proponibile in due righe. Sono dinamiche complicate e discorsi delicati da affrontare.
    Mi riprometto di scrivere un post a riguardo, prima o poi.

  12. mario scrive:

    Caro Francesco,avendo saputo di questa tragedia,dico la verità,mi sono un pò d
    omandato con rabbia diverse cose. Comunque leggendoti ho potuto ridimensio
    nare i miei disappunti,trovandomi in sintonia con quanto ci hai trasmesso e,che
    condivido pienamente. Un caro saluto a te e a tutti i nostri amici. Mario

  13. mario scrive:

    Caro Francesco,dico la verità,appena ho saputo della tragedia mi sono posto m
    olte domande rabbiose e,non riuscivo a trovare una risposta acquietante. Leggendo quanto tu ci hai scritto,riesco a vedere sotto un’altra luce e più serena
    mente il tutto,anche se ne rimango turbato. Condivido pienamente e ti ringrazio
    per avermi ed averci sollevati. E se come recita un detto:’ Tutto il male non vien
    per nuocere’,ci rimane la speranza che da tanto dolore nasca un avvenire stupen
    do. Ti ringrazio e saluto insieme a tutti i nostri amici.Mario

  14. sandro bellizzi scrive:

    trovo le vostre opinioni interessanti, mi collego al discorso di Daniela facendovi un esempio accadutomi la sera della befana.sono stato INGRATO per tanto tempo con la mia vetturetta, ma lei è sempre andata BENE, quando ho deciso di essere grato per ciò che avevo ma rendendomi conto che la carrozzeria ormai trascurata nn mi permetteva di prendermi cura di lei …la sera stessa un auto dalla corsia opposta mi è venuta addosso senza far male a nessuno ma rovinandola parecchio. oggi è tornata come nuova e in primavera posso prendemi quella dei miei sogni. Come dice Daniela felici con quel pochissimo che hanno trovano gioia di vivere,quindi grati!…qualcosa doveva capitare per poter rispondere al loro desiderio di una vita migliore. Grazie Francesco.

  15. domenico scrive:

    sono proprio daccordo con la risposta di Francesco purtroppo però a volte non tutti riescono a compredere che la vita è qualcosa di meraviglioso e deve essere vissuta nella sua pienezza godendosi ogni istante con le persone che abbiamo attratto nella nostra vita……….. è inutile dire che ogni aiuto che può essere dato in queste tragedie come quella di Haiti fa onore al genere umano che nei momenti difficili è capace di dare il meglio di se

  16. mentemix scrive:

    spiegare l’essere umano e spiegare la natura sono cose diverse dal mio punto di vista, la natura non ha una mente, non c’è nell’azione della natura il “bene” e il “male” o “buone e cattive intenzioni”. La natura non commette omicidi non riesco a pensare questo, mentre l’uomo ha più coscienza di quello che fa. Che poi chi infligge dolore ad un altro essere umano si dia spiegazioni o sia spinto da motivi che ritiene validi a sostegno delle sue azioni è un altro discorso ed è davvero vasto.

    Mi sento di segnalare Neal Donald Walsh con la trilogia “Conversazioni con Dio”, mi sembra pertinente all’argomento.

    Ciao a tutti

  17. Enrico scrive:

    Davvero belle parole piene di insegnamento…
    bisogna trarre vantaggio SEMPRE dagli ostacoli !!

  18. ANGY scrive:

    Caro Francesco, un giorno mio figlio abtituato ad avere tutto, decide di fare un viaggio in India, ci rimane 40 giorni. E’ tornato un’altra persona! Ha visto la miseria, la povertà, strade senza fogna, bimbi in strada a chiedere l’elemosina, capanne al posto di case.
    Al rientro ribalta la sua vita, era responsabile commerciale in una grossa azienda. Si è laureato in Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, oggi collabora con due associazioni onlus, si occupa di ricerca fondi per progetti in Africa. Due volte è stato in Africa, nel Burchina Faso, paese poverissimo.
    Mi ha raccontato che tutte queste persone che muoiono di fame, di malattie e fanno chilometri per andare a prendere un poco di acqua, hanno sempre un sorriso sulle labbre, cantano sono serene!
    Ti rendi conto Francesco di quanta vergona dovremmo provare quando ci inquetiamo per problemi inesistenti che sono solo nella nostra mente?
    Scusa se mi sono prolungata nello scrivere, ma ci tenevo a dirti quanta differenza c’è tra noi fortunatissimi e queste persone speciali.
    Un abbraccio!
    Angy

  19. Francesco scrive:

    @Angy: sono d’accordo con quanto scrivi, una cosa la vorrei precisare: non penso che ci debba “vergognare” se ci inquietiamo per i nostri problemi, piuttosto è lecito chiedersi: questo “angosciarmi” mi aiuta a risolverli?
    Lì c’è la chiave di molte cose…

  20. Fabio scrive:

    OK ecco la mia personalissima visione.

    La catastrofe è accaduta a causa di debiti karmici che l’umanità ha accumulato negli anni e comunque in ogni caso è responsabilità’ nostra (debiti karmici o meno)!

    Si sarebbe potuta evitare perché il mondo intero è solo lo specchio delle nostre credenze/memorie e noi siamo responsabili al 100% di TUTTO ciò che accade perché siamo TUTTI parte dell’UNO!

    Le persone morte si reincarneranno per proseguire il loro cammino ed avranno accumulato crediti karmici a causa delle sofferenze subite!

    Detta così può sembrare molto “crudele” ma non è intenzionale, scusate!

  21. donatella scrive:

    sono perfettamente d’accordo con te francesco, le cose che accadono non sono colpa di nessuno, accadono e basta, siamo nel mondo. la colpa di chi non agisce secondo scienza e coscienza rimane. Haiti ora sarà all’attenzione di tutti, i bambini che muoiono di fame saranno visibilia tutti non si può più girare la testa dall’altro lato. forse finirà l’ipocrisia. grazie terremoto se sarai servito a rendere visibile chi è sempre stato invisibile, grazie terremoto se rendi dolorosa la nostra vergogna occidentale.

  22. shell scrive:

    Il mondo non è da salvare, non lo possiamo fare, non possiamo evitare le tragedie, per quanto l’uomo possa progettare edifici sicuri, perfetti, per quanto ci si sforzi di far osservare in ogni parte del mondo la carta dei Diritti dell’Uomo, esite ed esisterà sempre il contrasto. Di ogni desiderio esite: il polo del desiderio realizzato e il polo della sua mancanza e finché un solo uomo osserverà con paura o rabbia o indignazione, o sentendosi disarmato, la mancanza di quel deisiderio, ebbene si manifesterà la paura e la mancanza. Non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo salvare noi stessi. Finché osserviamo e diamo, con la nostra attenzione, rilievo alle catastrofi, queste esisteranno. La Legge dell’Attrazione non è una legge morale, la forza di gravità forse decide questo lo faccio cadere o questo no? Giusto e sbagliato sono solo nella nostra mente. Pensiamo e volgiamo la nostra attenzione a ciò che ci fa star bene dentro e permettiamo la diversità… tutti impariamo quello che vogliamo sperimentando, vedendo, ciò che non vogliamo. Il mondo è questo. Il significato della vita è la vita stessa. E siamo stati noi a scegliere di venire in questa realtà fisica. Quindi viviamo con gioia e diamo spazio, anche sui media, alle cose stupende che capitano in questo mondo…e attraverso la Legge dell’Attrazione ne sudderanno altre e poi ancora altre. Non si tratta di acettare e sentirsi fortunati perché viviamo un giorno in più. Siamo fortunati perché possiamo decidere dove volgere la nostra attenzione, siamo noi i creatori della nostra realtà. A ognuno la sua.
    shell

  23. barbara scrive:

    Salve a tutti a mio parere, non vorrei offendere nessuno,forse ci poniamo troppe domande sull’operato della natura eventi simili ci sono sempre stati e sempre ci saranno, certo colpisce molto nell’anima vedere la gente che soffre, ma purtroppo contro la natura non ci si puo’ andare forse sarebbe meglio non chiedersi il perche’ dell’accaduto e ricordarci di questa gente solo quando vengono colpiti da queste catastrofi, probabilmente fino a qualche giorno fa qualcuno di noi neanche sapeva che Haiti era un paese poverissimo e dove si trovava. Nessuno di noi il 26 Dicembre davanti alla tavola imbandita se la televisione non lo trasmette si ricorda della tragedia dello tsunami che allora ci fece inorridire, io compresa mi ricordo che davanti ai bimbi soli mi misi a piangere, ma la natura è imprevedibile e’ impossibile chiedere a quella gente di non andare a pescare oppure di non costruire in riva al mare perche’ risponderebbero che il mare è la loro vita e la loro casa.

  24. Monia scrive:

    Francesco, non sono d’accordo con te. Purtroppo i pensieri e i sentimenti negativi delle persone possono prendere le forme più terribili, come quella di un terremoto o di uno tsunami. é un caso che tutti i disastri con migliaia di morti avvengano sempre nei paesi più poveri? avete mai osservato che quando cade un aereo, dopo poco tempo, ne cade un altro? Ogniuno di noi quando vede un terremoto ha solo pensieri negativi di morte e distruzione e paura, pensieri che raggruppati insieme danno vita ad altra negatività. Cerchiamo di contrastarli con pensieri ed emozioni positive, di vita e di felicità, anche se è difficile farlo. Anche questa è legge di attrazione, no?
    La natura non ci farà del male se noi non ne facciamo a lei…

  25. Francesco scrive:

    @Monia: Fondamentalmente sono d’accordo con te, ma mi dissocio dai luoghi comuni (due aerei che cadono di fila… disastri naturali “sempre” nei Paesi poveri??)
    A me sembra che le “disgrazie” siano equamente distribuite in ogni parte del mondo.
    Inoltre, come hai potuto vedere dalle news di questi giorni, non “tutti” hanno pensieri di morte e paura quando accadono calamità naturali: c’è anche chi pensa a come arricchirsi ricostruendo… è la natura umana: mutevole, a volte violenta, a volte squallida.

    Ma è la stessa natura che ci porta ad essere creature meravigliose, in grado di fare bene agli altri, di godersi la vita, di creare, di fare arte, di migliorarsi.
    Sono d’accordo con te sul fatto che occorra contrastare il pensiero generale concentrandosi su emozioni positive, e cercando di coinvolgere chi ci sta intorno… può essere l’inizio di una reazione a catena che porta grandi benefici a tutti.

  26. Tina scrive:

    E’ vero, Francesco… si puo’ sempre imparare da ogni cosa che ci accade… c’e’ del buono in tutto. Sicuramente, il coinvolgimento emotivo iniziale, in qualunque evento, limita il campo visivo e l’orizzonte finisce sulla punta del nostro naso… e’ necessario del tempo per elaborare e per cogliere il senso profondo e l’insegnamento di cio’ che ci accade. Questo tempo varia da individuo a individuo, ognuno ha il proprio percorso da compiere, ed e’ giusto che sia cosi’… forzare o bruciare le tappe toglierebbe valore alla “consapevolezza” e andrebbe a discapito dell’evoluzione personale. Sono pienamente d’accordo con te quando dici che bisogna vivere pienamente ogni singolo giorno con passione e gratitudine… dico sempre che il termine “presente” e’ bellissimo nella sua accezione di “dono”… la vita quotidianamente ci fa un “presente”… ci fa un dono… sempre diverso, sempre nuovo, sempre degno della nostra cura… vivere pienamente l’oggi e’ un dovere e ci permette di non portare sulle spalle il carico del rimpianto. Bisogna vivere con passione e con la giusta dose di paura… essa, infatti, non deve essere un segnale di stop, ma di “fermarsi e dare precedenza”… precedenza alla riflessione, alle opportune considerazioni, ma poi ci deve far agire, ovviamente nel pieno rispetto dei nostri valori e della nostra identita’… con stima,Tina.

    • Francesco scrive:

      Che dire, Tina…

      Un grande commento da parte tua, sono davvero felice di averlo potuto pubblicare. Grazie per lo splendido spunto sul "presente". A presto…

  27. Iosono scrive:

    Sarà anche un bell’articolo, ma non capisco che cazzo c’entra con la legge dell’attrazione.
    Quì si tratta di vedere il buono, fine. Nella legge dell’attrattrazione entrano, dovrebbero entrare, in gioco altre forze.

    • Francesco scrive:

      Prima di tutto, complimenti per la finezza :))
      Se vuoi puoi contribuire specificando quali sono le "altre forze" di cui parli e che dovrebbero entrare in gioco, credo che sarebbe utile come contributo.

  28. Iosono scrive:

    Non devo spiegarlo, se il post è nominato legge di “attrazione”, è implicito che entrano in gioco altre forze. Altrimenti doveva chiamarsi “reazione psicologica ad un terremoto”. La legge di attrazione ha radici in forze motivazionali che muovono situazioni di vario genere, o mi sbaglio? Dunque chiedo, cosa c’entra questo articolo con la legge di attrazione e i terremoti?

    • Francesco scrive:

      Hai affermato che "entrano in gioco altre forze". Io chiedo, siccome mi interessa imparare ed espandere la mia conoscenza, quali siano le forze che secondo te entrano in gioco. Tu mi rispondi: "non te lo devo spiegare".

      OK.

      Riguardo il titolo, a me pare appropriato, l'articolo mira a rispondere a coloro che chiedono in che modo attraiamo a noi eventi disastrosi come i terremoti. E quella che leggi è la mia interpretazione.

      Un saluto.

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