E gli “imprevisti”?
A febbraio ho pubblicato un articolo dedicato al “Manifestare globalmente” la propria vita. Con quelle parole intendevo trasmettere l’importanza di avere un progetto “complessivo”: va benissimo un obiettivo a breve o lungo termine… ma che non sia uno solo! Io credo che una vita vissuta con passione, divertimento e piacere debba necessariamente sottostare un “programma generale”. Per questo, quando prendiamo coscienza del nostro ruolo attivo nel creare la realtà in cui viviamo, dobbiamo iniziare a notare come non solo quello che desideriamo giunge a noi con più facilità, ma tutto il resto della nostra vita si organizza di conseguenza.
Non si tratta “solo” di trovare un nuovo partner, migliorare la propria situazione economica, vivere nella casa dei nostri sogni o essere in perfetta salute (tutte cose importantissime, sia chiaro): si tratta di imparare a leggere in ogni evento che affrontiamo il nostro ruolo creativo, una sorta di “coda” del nostro intento principale.
Ma cosa fare quando questo non succede? Quando ci “capita” quello che chiamiamo un imprevisto?
Già la parola stessa, imprevisto, ci ricorda che si tratta di qualcosa che non abbiamo visualizzato: non-pre-visto, cioè – con un po’ di licenza – non immaginato prima che accadesse.
Gli imprevisti esistono? Io credo di sì. Credo che ci siano alcune situazioni nella vita che ci troviamo ad affrontare senza che “ce le aspettassimo”. E questo vale anche per i Creatori Consapevoli…
Un imprevisto significa che non siamo responsabili di quel particolare evento? No, credo non significhi questo: ne siamo comunque responsabili (perché è un evento generato dalle nostre convinzioni inconsce).
Ma al di là del discorso “responsabilità”, di cui abbiamo diffusamente parlato… come inquadriamo un imprevisto nel nostro perseguire un episodio di Creazione Consapevole?
Bene… alzi la mano chi tra voi ha sobbalzato alla parola “imprevisto”. Quanti di voi danno a questa parola una connotazione negativa? Per quanti di vuoi vale l’assurdo detto popolare “nessuna nuova è buona nuova?”. Quanti di voi hanno un moto di preoccupazione quando il telefono squilla e non aspettate nessuna chiamata?
Propongo queste domande perché… il vero Creatore Consapevole sa apprezzare il lato positivo, gioioso e divertente di qualsiasi “imprevisto”. E quando ci riesce, tutto cambia nuovamente e diventa ancora più bello! La persona che cerca di Manifestare una strada libera da ingorghi perché vuole arrivare presto a destinazione e invece si trova in coda dopo pochi minuti, può sempre SCEGLIERE se credere di non essere stato capace di attrarre quello che voleva oppure soffermarsi ad osservare un paesaggio che altrimenti gli sarebbe sfuggito, approfittarne per riascoltare con calma una canzone alla radio che gli evoca bei ricordi, e magari per cantarla in due. E essere GRATO per questo.
Una persona che organizza una gita fuori porta dopo un mese di intenso lavoro e il mattino scopre che sta diluviando, può sempre scegliere e pensare “Mah, il Manifesting non funziona!” oppure essere GRATO per il tempo che passerà nel comfort della propria casa e, magari, tra i suoi cari.
Quando abbiamo un obiettivo chiaro, quando lo viviamo nella nostra mente e lo pre-vediamo intensamente e col giusto stato emotivo, andremo comunque verso quello che desideriamo. In base a quanto saremo in grado di agire efficacemente e a quanto saremo distaccati dal nostro intento, ci riusciremo più o meno velocemente.
Durante questo processo, è utile e intelligente imparare a non giudicare ogni singolo evento che chiamiamo frettolosamente “imprevisto”, ma essere grati per tutto quello che sperimentiamo fiduciosi del fatto che l’Universo ha scelto i modi e tempi migliori per la nostra realizzazione.
Forse tutto quello che ho scritto oggi è riassunto fin troppo bene nella coda di un articolo “fisso” del sito, che potete trovare qui, quando affermo che:
Lo scopo della Creazione Consapevole non è quello di vivere egoisticamente nell’ottica del miglior profitto personale, ma è quello di esplorare e sperimentare a fondo ogni situazione che creiamo oppure co-creiamo nella nostra vita, praticando SEMPRE l’accettazione e l’apprezzamento per qualsiasi cosa, situazione o persona ci circondi.
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3 commenti a E gli “imprevisti”?
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Semplicemente…OTTIMO +++
Penso che “fossilizzarsi” su obiettivi troppo specifici (voglio solo quel tipo di casa, voglio vivere solo in quella città, voglio guadagnare solo e solamente x.000.000$, voglio fare solo quel determinato mestiere ecc. ecc.) è un po come fare le pulci all’universo (o a Dio, per me è lo stesso). Si rischia perciò di ottenere il perfetto contrario, di manifestare ristrettezza e di non capire che l’universo è infinito.
Insomma…le vie dell’abbondanza sono infinite, altrimenti…non è abbondanza!
E poi gli imprevisti secondo me sono come delle curve che ci riallineano ai nostri reali intenti, quelli che manifestiamo con la nostra vibrazione di fondo. Quindi gli imprevisti, oltre che da ringraziare, sarebbero da benedire perchè ci avvicinano realmente a quello che siamo…e a quello che vogliamo…(non sempre sono allineati..).
Grande Francesco!
Bel post, ricco di spunti e di idee!
Grazie e … Buon lavoro.
Edo
GRAZIE FRANCESCO!!! GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE…..:-)
Mi sembra un sugmento prezioso : guardare il rovescio della medaglia…in positivo, osservare da un’angolazione diversa. Mia nonna, con la sua saggezza popolare diceva sempre “Non c’è un male che non sia anche un bene”, non sempre sappiamo o possiamo guardare le cose nella giusta prospettiva, quindi ci vuole fiducia.Mi viene in mente il simbolo del tao: nel bene c’è anche il male, nel male c’è anche il bene nella luce c’è anche il buio, nel buio c’è anche la luce.
Ciao a tutti e grazie a Francesco