Articolo letto 11.407 volte

Se mi segui da un po’ di tempo probabilmente mi avrai già sentito affermare che non credo esista un ordine predeterminato nella vita delle persone. Al di là del nome che diamo a questo presunto programma secondo cui la nostra vita dovrebbe essere già scritta (concetto che trovo lontano dall’idea di responsabilità negli eventi che viviamo), mi piace pensare che sia l’uomo l’unico e solo artefice del proprio destino. Amo anche credere che il solo modo per prevedere il futuro sia crearlo, cioè programmare gli obiettivi e impegnarsi ardentemente per renderli reali.

Ora, se tutto questo è vero, bisogna anche chiedersi: che cos’è che governa la nostra vita? Perché prendiamo una certa direzione, conseguiamo quel particolare titolo di studio, svolgiamo una professione piuttosto che un’altra, moriamo in tal modo e momento… insomma, perché così e non diversamente? (Come puoi vedere mi faccio sempre domande molto semplici e leggere… :))

La risposta che mi sono dato è che ci sono due forze, due guide principali che indirizzano il corso della nostra esistenza. Secondo me, queste due forze sono l’intento e la probabilità. Adesso ti spiego bene che cosa voglio dire e perché sostengo questa teoria.

La prima forza che dirige il corso degli eventi è sotto la tua totale responsabilità. Quando hai intenzione di fare una certa cosa, e questa intenzione è vera, pura, forte e da te mantenuta tale, allora farai tutto quello che è logico fare affinché quell’immagine mentale del risultato che hai diventi realtà. Supponiamo che il tuo intento sia perdere peso e recuperare la forma fisica che ti piace. Quali saranno le scelte che prenderai a riguardo? Logicamente, ti impegnerai per alimentarti in modo più sano, eviterai i cibi ricchi di grassi, se sei preciso terrai anche un diario su cui scrivere il bilancio calorico della giornata, e mi aspetto infine che tu faccia sport aerobico per favorire lo smaltimento delle riserve di grasso del tuo corpo. Questo è quello che farei io se volessi dimagrire e credo che sia totalmente di buon senso. Parallelamente, ci sono cose che certamente non farai: abbuffarti senza ragione, mangiare cibo preconfezionato e ricco di sostanze nocive, poltrire tutto il giorno senza muovere un muscolo, bere alcolici esageratamente.

Puntualizzo una cosa importante: non c’è nulla di sbagliato in nessuno dei due comportamenti, forzatamente opposti, che ti ho proposto. Naturalmente ciascuno è libero di fare ciò che vuole del proprio corpo, quello che mi interessa sottolineare è che, se vuoi essere coerente con il tuo intento, allora metti in moto una serie di comportamenti che vadano in quella precisa direzione. Altrimenti non saresti coerente e sarebbe irragionevole aspettarsi il risultato voluto.

L’esempio è banale, ma estendendo il ragionamento non cambia la sostanza: se il tuo intento è quello di creare una società cercherai i soci, se vuoi vincere la medaglia d’oro alle olimpiadi ti allenerai come un matto e sacrificherai tutto il resto per riuscirci, se vuoi avere un nuovo partner ti sforzerai di uscire di più e conoscere persone nuove, se vuoi farti prete andrai in seminario, se vuoi essere musicista andrai al conservatorio… A me sembra totalmente evidente che è l’intenzione a guidare il nostro destino, e a te?

Mentre agisci per raggiungere i tuoi obiettivi, buona parte di quello che sperimenterai sarà sotto il tuo controllo. Torniamo all’esempio del dimagrimento, sottolineando che sto, naturalmente, supponendo che tu sia in salute e non abbia restrizioni o obblighi di tipo alimentare. Quindi ti chiedo: da chi dipende cosa mangerai oggi?  Chi decide se oggi farai un po’ di moto oppure no? Tutto ciò che riguarda il tuo intento è sotto la tua diretta responsabilità (e questo è sia un vantaggio sia un onere considerevole…)

Ho scritto volutamente che controllerai “buona parte” degli eventi. Qualche cosa di imponderabile, però, nella vita c’è. A volte ci troviamo ad affrontare situazioni inaspettate, tirati in ballo in modo repentino e imprevedibile. E ci sta, è il sale della vita, secondo me aggiunge gusto a tutto il resto… sopratutto quando, alla fine, ce la fai e ottieni quello che vuoi! :) Ma anche se ci sono elementi della nostra vita che sono fuori dal nostro controllo, continuerà ad accadere l’evento che è più probabile.

Pensaci bene. Quella piccola parte di eventi della tua vita che non puoi controllare sono comunque soggetti alle regole della probabilità. Ti spiego bene che cosa ho in mente: adesso decido che oggi andrò a correre (azione) perché voglio migliorare la mia condizione fisica (intento). Quanto è probabile che io raggiunga il mio obiettivo, cioè riuscire a correre entro questa sera? Direi che è estremamente probabile… così tanto che, alla fine, è proprio in questo modo che andranno le cose.

Certo, potrei anche non riuscire ad andare a correre oggi… magari mi chiamerà mia moglie, per dirmi che l’auto ha una ruota a terra e ha bisogno di aiuto per cambiarla. Magari scendendo in strada prenderò una storta che mi costringerà a rimandare l’allenamento. Oppure potrebbe arrivare inaspettatamente una grossa perturbazione tale da scoraggiare l’uscita finché non smette di piovere (ma al momento non è prevista). In questo caso e in altri simili, il mio obiettivo di oggi non sarebbe raggiunto. Ti faccio però notare due cose: la prima è che tutti questi “imprevisti” non dipendono in alcun modo da me, sono incontrollabili e non ho potere su di essi (quindi quando capitano per quale ragione dovresti mai arrabbiarti? :)), la seconda è che sono tutti altamente improbabili. Infatti, posso giurartelo, oggi sono andato a correre regolarmente e non ci sono stati intoppi: è semplicemente accaduta la cosa che era più probabile che accadesse, secondo quelle che erano le mie intenzioni.

Ed è sempre così. Quello che succede nella tua vita è frutto dell’intenzione che hai – e questo è il fattore preponderante – con l’aggiunta che le cose più probabili tendono ad accadere – e questo fattore conta di meno.

Quindi adesso voglio farti queste domande: qual è il tuo vero intento? E una volta che l’hai chiarito, quanto è probabile che ciò accada, facendo quello che fai?

Mi rendo conto di avere alzato il velo su concetti ampi e complicati da analizzare a fondo. Di certo questo articolo non risolve del tutto la questione né tratta ogni eccezione. Quindi, se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, sarò ben lieto di intavolare una discussione costruttiva, sia qui nei commenti del blog sia nella pagina ufficiale su Facebook.

A presto e un saluto!

 


16 commenti a Intento e probabilità: ecco cosa guida la tua vita.

  1. Nicolò scrive:

    E' tutto talmente vero, persino il tuo esempio mi calza a pennello. Sono mesi che sotto la spinta degli articoli di IC mi dedico a perdere peso e a riacquistare una figura migliore, e quando l'ho deciso è venuto a me la giusta dieta, la giusta motivazione, i giusti passi da seguire. In un anno ho perso 25 kg, passando da 102 a 77 kg, non ho MAI sofferto la fame e continuerei per almeno un altro anno senza problemi, per arrivare al mio peso forma (66-70). il bello è che pensano tutti (o quasi, tranne una mia carissima amica che è riuscita a fare del suo 2010 l'anno migliore della sua vita, un vero e proprio capolavoro, grazie a te e ai tuoi articoli) che io sia impazzito e che stia lì lì per crollare, ma mi sa che i pazzi sono loro :)
    In altri campi non ho ancora avuto successi significativi ma so perchè, non li ho ancora affrontati, sto andando piano, una cosa alla volta. Ma è bello leggere e continuare a capire…
    Ciao Francesco e tanti complimenti ancora!

    • Francesco scrive:

      Nicolò, COMPLIMENTI! Un successo strepitoso!
      Condividi il tuo successo con chi sai che festeggerà con te… gli
      altri hanno il diritto di pensare quello che vogliono! :)
      Bravo, davvero, mi ha fatto tanto piacere leggerti… a presto!

  2. DiEmme scrive:

    Caro Francesco, i tuoi articoli sono sempre molto profondi e mi piace molto il tuo modo di semplificare ed astrarre dei concetti come quello di "Intento" e "Probabilità" sui quali fossi in te metterei il copyright :) …tuttavia mi permetto di suggerire alcune riflessioni:

    Riguardo all' Intento:
    quante persone grasse vedi ogni giorno? Pensi che non vogliano dimagrire?
    e ancora quante persone bevono, non riescono ad intessere rapporti sociali, ecc..
    Io credo che loro vogliano queste cose, talvolta soffrono nella condizione in cui sono…ma come si dice, non riescono ad uscirne, nonostante sappiano che sarebbe molto meglio per loro…
    Riguardo alla Probabilità:
    Sono abbastanza d'accordo con il tuo ragionamento, senonchè ritengo che noi chiamiamo probabilità la misura di un evento di cui non conosciamo l'esito, ma possiamo solo stimarlo. faccio un esempio: la probabilità che domani piova è del 40% significa che io sto cercando di prevedere l'esito di un evento che sarà 0 oppure 1 per dirla in termini booleani, cioè in realtà domani o pioverà o non pioverà…la probabilità è un concetto legato alla nostra capacità di leggere/prevedere gli eventi…la realtà è tutt'altro.
    per concludere l'ultima riflessione che mi permetto di fare riguarda un aspetto che, dal mio personale punto di vista, manca nella tua riflessione, e cioè la "Relazione" (me ne prendo il copyright anche io :)).
    L'intento di convincere un imprenditore a darti un appalto dipenderà fortemente dalla relazione che sarai in grado di creare…ma non solo, anche dal feeling, dalle relazioni che lui creerà con "altri te", ecc…
    Credo che la relazione intesa come insieme di comportamenti, di empatie, di comunicazione verbale e non, di presenza, ecc…sia un aspetto da non trascurare quando ci poniamo un obbiettivo.
    credo che Intento e Probabilità forniscano le condizioni di base che attraverso la Relazione siamo in grado di esprimere…, compresa la relazione con noi stessi.
    Mi scuso di essermi dilungato.
    Saluto tutti e ringrazio Francesco che con i suoi attacchi di intuizione stimola il nostro pensiero!
    DiEmme

    • Francesco scrive:

      Grande commento il tuo, davvero acuto!
      Hai tirato fuori argomenti che sarebbero da approfondire sul serio… è chiaro che non possiamo conoscere le vere "intenzioni" di chi vuole dimagrire, o socializzare, o qualsiasi altro intento. Ciò che è importante è che quel "non riesco" non diventi mai una scusa. Poi, è chiaro, ci sono persone che devono essere aiutate a vincere determinate sfide, comunque anche in quei casi le risorse ci sono sempre, da subito… magari non sanno come usarle!

      Molto bello e interessante il tuo riferimento alle relazioni e, immagino, ti volevi riferire anche alle capacità "sociali" dell'individuo… Come ho scritto, il mio articolo è incompleto, sono però contento che sia uno spunto da cui cominciare a ragionare. Non so se si capisce, ma l'argomento mi appassiona! :)

      A presto!

  3. mangione paola scrive:

    volevo dirti grazie perche sei riuscito ( tu e nicolò ) a tirare fuori da me quello che di meglio poteva venir fuori , sicuramente in me vi erano tante emozioni e desideri ma, anche tanti limiti e una vocina che mi diceva che tanto non sarebbe cambiata una virgola di questa mia vita …. invece , qualcosa di bello è successo HO PRESO IN MANO LA MIA VITA iniziando a decidere cosa volevo e perche' , come ottenerlo e muovendomi con una certezza che molte volte ha spiazzato chi mi sta attorno ( vedi nicolò appunto, dice che l'universo si muove per me !!!! ), un anno fa mi sono posta degli obbiettivi che credimi per alcuni potevano essere sciocchi ma per me erano motivo di cambiamente e innovazione , piu riuscivo e piu mi rendevo conto che è tutto vero e leggere a fine anno che tutti i miei obbiettivi erano andati in porto mi ha dato una grande gioia , mi guardo intorno e tutto è fantastico e bello da vivere e ancora grazie perche attraverso voi ho conosciuto meglio me stessa e le mie potenzialità. Mi auguro che il 2011 sia anche migliore di questo appena passato e auguro a tutti voi di fare le mie stesse scoperte!
    Grazie ancora Francesco

  4. mangione paola scrive:

    scusa ho tolto i saluti iniziali e i conplimenti per te perche mi diceva che il testo era troppo lungo !!!!!
    se fossimo viso a viso ti racconterei tante di quelle cose che bloccherei il sistema e ci divertiremmo un casino cmq va bene uguale , te lo scrivo adesso GRAZIE GRAZIE GRAZIE e ne approffitto per dirti che l'inerzia del cambiamente mi ha aiutata tantissimo
    ciao francesco

    • Francesco scrive:

      Grazie a te Paola, l'unica cosa che aggiungo è una grande COMPLIMENTO per quello che hai fatto, bravissima, sono veramente contento!
      Grazie davvero per le tue parole…

  5. Nicolò scrive:

    L'intento… nel mio caso, ero diventato un ciccione perchè sostanzialmente avevo paura del mondo esterno e degli altri ed avere uno strato di grasso mi faceva sentire più sicuro (l'insicurezza è il mio difetto maggiore) ma non c'era modo di saperlo. Continuavo ad ingrassare qualsiasi dieta facessi, ed è sicuro che non volevo diventare grasso. L'intento cosciente diceva una cosa, ma dentro di me io VOLEVO diventare ancora più grasso. Era la mia difesa. Poi cominciai ad usare EFT per cancellare questa mia predisposizione nociva, per accordare il mio inconscio e il mio conscio. Da quel momento in poi cominciai ad usare la LOA.
    Avevo già avuto esperienza di diete e allora fissai i miei obiettivi: qualcosa di reale e concreto, niente effetto yo-yo e soprattutto che mi consentisse di mangiare bene perchè il mio obiettivo era migliorare il mio fisico, non deperire. Dopo pochi giorni, clicco su una pubblicità (mai fatto prima !) e vedo un nome che m'incuriosisce, da lì comincio a cercare e approdo alla mia dieta (non so se posso fare il nome, quindi evito). E tutto finora si è svolto esattamente come avevo previsto, pensato, immaginato,. E negli ultimi tempi ho anche cominciato una attività fisica che mi sta portando ad avere un fisico come forse nemmeno a 20 anni. Che dire, l'intento deve essere puro (mi sembra di parlare come Carlos Castaneda, lo scrittore di "A cena dallo stregone", che tra l'altro poi permeò i suoi libri di questo "intento"). Tra l'altro, con EFT ho sperimentato lo stesso tipo di cambio di prospettiva di cui Castaneda parla, causato, guarda un pò, da tocchi sulla schiena …
    La LOA funziona, eccome!

  6. Marco scrive:

    Si, trovo tutto molto interessante, semplice e realistico. :-))

    Quanto al mio intento … quando perseguo un risultato non bado troppo alle probabilità che si sono che ciò possa accadere. Porto sempre con me un mantra tanto grande quanto efficace:
    "Lo voglio. Per averlo so che c'è un prezzo da pagare. Preferisco pagarlo subito".
    E così che ottengo i miei risultati.
    Preferisco essere indifferente alla probabilità, piuttosto essere responsabile di ogni mia azione.

    Complimenti Francesco davvero un ottimo lavoro il Tuo ! :-))

  7. chicca scrive:

    Ciao Francesco,
    sono d'accordo con te sulla teoria di intento e probabilità per ciò che riguarda progetti che puoi portare a termine soltanto con la tua volontà, cose per fare le quali basta decidere ed impegnarsi. Ma ci sono anche altri tipi di progetti, (trovare un lavoro che ci piaccia, avviare un'attività che in questi tempi abbia successo o instaurare una relazione con una certa persona, ecc.) che purtroppo non possiamo realizzare da soli, in quei casi la ns. volontà ed il ns. impegno sono importanti ma che ciò si realizzi dipende anche da altre cose… fortuna?, destino?. Secondo me serve anche molta fortuna. Grazie del tuo impegno, i tuoi articoli sono sempre molto interessanti ed "illuminanti".

    • Francesco scrive:

      In linea di massima potrei essere d'accordo con te, lo sono un po' meno sugli esempi che hai citato. Trovare un lavoro che ti piace da chi dipende, se non da te? Lo stesso si può dire per l'avvio di un'attività di successo… certo, ci sono progetti che coinvolgono altre persone, ma anche in quei casi… puoi sempre migliorare la tua capacità di con-vincere e di "persuadere" (pensa ad esempio all'attività di cui parlavi…)
      Insomma, scavando un po', un certo grado di responsabilità si riesce a trovare in tutto.
      Permettimi un consiglio: esci al più presto dall'ottica in cui "ci vuole tanta fortuna" nella vita. E' una convinzione fortemente limitante e può facilmente diventare una comoda giustificazione quando i risultati vengono a mancare.
      Grazie a te per il tuo intervento e per le parole che mi hai dedicato!

  8. Debora scrive:

    Certe volte è difficile scegliere cosa fare, soprattuto quando si sceglie di cambiare lavoro. Cosa fare quando si deve fare una scelta ma non abbiamo la certezza che il lavoro che si vuole fare ci darà anche un reddito che ci permetta di mantenere tutte le spese e le scadenze mensili? Cosa fare quando siamo scontenti del lavoro che si ha e si vorrebbe cambiare? Come affrontare il cambiamento senza alcuna certezza?

    • Francesco scrive:

      Cara Debora,
      la risposta più rapida che mi viene in mente è un invito a pianificare. Io non affronterei un cambiamento "senza alcuna certezza", penso che sia molto meglio prepararsi, raccogliere informazioni, esaminare gli scenari più probabili che andranno a verificarsi e fare quello che chiamo un "check delle risorse" per comprendere se e in che modo si sapranno gestire.
      Tieni anche in conto che qualsiasi cambiamento porta con sé una certa dose di "disagio", ma questo è positivo perché è proprio quel disagio l'indicazione del fatto che stai evolvendo verso qualcosa di nuovo.

  9. dontyna scrive:

    Questo tuo ispirevole post mi fa venire in mente Seneca: "Non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione". Mario Calabresi ne ha preso spunto per il titolo del suo libro "La fortuna non esiste" (Mondadori), che in quanto futura moglie di un libraio ti consiglio davvero di tenere nella tua biblioteca! :)
    Un saluto! D.

    • Francesco scrive:

      E' automatico che, dopo questo tuo istruttivo intervento, io faccia un salto dal futuro-marito-attuale-libraio a comprare proprio quel libro! :)
      Ci vediamo presto…

  10. Cristiane scrive:

    Io pesavo 95 kl, demoralizzata non mi sono mai resa conto di quanto cambiamento avevo avuto trascurandomi, un giorno ho voluto tornare a come ero prima di lasciare che questo accadesse. Non ho programmato nulla, ho fatto semplici ricerche, ho cambiato le mie abitudini, mi sono impegnata in attività fisiche, a volte ci riuscivo altre no, a volte perdevo kl e poi li riprendevo, ma alla fine di un fallimento mi dicevo, bhe oggi non è andata, domani mi impegnerò per riuscire a raggiungere il mio obbiettivo, oggi sono così, se mi impegno domani sarò come desidero essere. All'inizio, dirmelo sembrava una illusione, perchè i risultati realmente non c'erano, ma tentar non nuoce, con il passare delle settimane, dei mesi, e degli anni, bhe non proprio anni, comunque, ho perso 30 kl, da sola, facendo semplicemente ricerche, mettendole in pratica, valutando, studiando cosa fa bene al mio corpo e cosa no, e quello che più mi stupiva e che mi davo degli obbiettivi successivi, cioè, una volta terminata la mia scalata verso la perdita dei kl la mia intenzione finale per mantenere a vita il mio peso, nel possibile, era quello di fare una dieta costante senza restrizioni, ma valutando cosa voglio mangiare, cosa godo nel mangiare, cosa mi porta ad abbuffarmi, cosa mi porta mangiare dei cibi che apparentemente mi piacciono (poichè abituata) che risultati avevano sulla mia saluto e sul mio stato d'animo, e la mia risposta è stata, io non vivo per mangiare, mangio per vivere, quindi, prendersi cura del proprio corpo non vuol dire solo godere del cibo ma godere anche del modo come possiamo vivere mangiando in modo ordinato e soddisfacente.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Commenti recenti

Archivi

This site is protected by WP-CopyRightPro