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Ho fatto una rapida indagine in rete per cercare alcune definizioni della parola realtà. Per la verità non mi interessava molto l’origine della parola “reale” né il suo significato etimologico, quando piuttosto trovare risposta alla domanda: come si fa a definire qualcosa come reale?

Proviamo a pensare a quante volte usiamo il termine “realtà” senza avere ben chiaro che cosa significhi. Ci sono espressioni che ricorrono spesso nel nostro parlare: cerca di essere realista, nella vita reale succede questo, guarda la realtà dei fatti, cambia la realtà delle cose, e via dicendo.

Mi è venuto il forte sospetto che tante persone usino questa espressione senza essersi fatte a proposito alcune domande fondamentali. 

E quello che mi chiedo, da molto tempo, è appunto come fare a definire qualcosa come reale. Che cosa vuol dire che qualche cosa è reale?

La risposta più intuitiva che mi viene in mente è che qualcosa è reale se lo possiamo percepire con i nostri sensi. Quindi se esiste un qualcosa che può essere visto, o toccato, o annusato, o sentito oppure gustato, allora è reale. Con questo criterio abbracciamo gran parte di quello che sperimentiamo nella nostra vita. Ma come la mettiamo quando parliamo, ad esempio, di un sentimento? Un sentimento è reale? Secondo questa definizione non lo è, non puoi vedere né toccare la paura, o l’amore ad esempio. Non puoi vederli, non puoi sentirli, al massimo puoi notarne, coi tuoi sensi, gli effetti che generano in quanto spingono a determinate azioni. E un ricordo è reale? E se sono al riparo e fuori è buio e tira un forte vento, ma io non lo sento, non vedo gli alberi né il loro agitarsi, quel vento allora non è reale? Eppure esiste…

Inoltre, questo criterio ha dei difetti evidenti: se ascolto una musica non la sento come la sente il mio gatto. Per lui quella musica è diversa, e la sua realtà non è uguale alla mia. Se guardo un fiore non lo vedo dello stesso colore di cui lo vede un’ape. Di che colore è veramente quel fiore?

Allora mi viene il sospetto che la realtà non sia un fatto oggettivo. Che ognuno la crei in base ai filtri che ha, come risposta agli stimoli che il suo cervello riceve oppure crea. D’altra parte, non possiamo neppure essere sicuri che quello che vediamo sia esattamente uguale a quello che vedono gli altri. Provate a farvi raccontare da tre persone diverse un fatto drammatico a cui hanno assistito: ne avrete tre versioni diverse tra loro. Per uno il protagonista avrà avuto i capelli lunghi, il secondo lo ricorderà con un cappello in testa e il terzo dirà che c’erano almeno due persone. Per il primo di loro ci sarà di mezzo un’auto rossa, un altro dirà che erano a piedi, un terzo non ricorderà affatto. 

Qual è la realtà?

Mi piace pensare che la realtà non esista e non sia niente se non quello che noi vogliamo che sia. E se a questo aggiungiamo la difficoltà di distinguere tra cosa è “veramente vero” e cosa è “solamente immaginato”, non ne trarremo alcuna conclusione inconfutabile… senza scendere in ragionamenti filosofici, basta fermarsi qui per capire che l’argomento è incredibilmente complesso, e io – confesso – un’idea precisa ancora non ce l’ho.

Attendo i vostri commenti per sapere che cosa ne pensate.

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16 commenti a Che cos’è la realtà?

  1. vanna scrive:

    Cosa dire difronte ad una disamina così acuta ed intelligente!?
    Con pochi esempi e semplici parole hai reso benissimo la grandezza e la profondità del termine.
    Sì, credo che ci siano infinite realtà e….ognuno di noi vede la sua!
    Sono profondamente ammirata dalla tua capacità di rendere comprensibili e fruibili argomenti così ovvi da essere indefinibili .

    Grazie e continua così ,che ci fai tanto bene….
    vanna

  2. andrea997 scrive:

    Ciao Francesco,
    Ti confesso che mi sono iscritto al blog dopo aver letto il tuo intervento.
    A prescindere dal mio essere d’accordo o meno con ciò che hai scritto mi sento di dire la mia.
    La realtà di per sè è solo un modo, una parola, per esprimere ciò che abbiamo al di fuori di noi.
    Il modo di percepirla è assolutamente limitato ad i nostri sensi fisici.
    Ti basti pensare che un cieco o un sordo avranno una realtà differente da un normodotato e si troveranno a dare spiegazioni differenti ad i fatti.
    Se una persona dovesse perdere -per ipotesi- ogni senso, continuerebbe ad esistere?
    Gli altri lo vedrebbero ma la Sua realtà non sarebbe oggettivamente provabile.
    Quindi credo che la realtà sia solo quella che riusciamo, come osservatori, a riconoscere e trasmettere agli altri.

    Questo è ciò che penso della realtà “al di fuori” di noi, ma tutto cambia se si parla della propria realtà interna.

    In questo caso ogni individuo è artefice del proprio essere e può in ogni momento modificarlo.
    Lo stato mentale ci consentirà di riconoscere o meno i nostri sentimenti, a bloccarli o a renderli reali.

    Ma anche qui sorge una domanda:
    Se perdessimo ogni senso cosa saremmo?
    Entreremmo in uno stato mentale assoluto, ci ritroveremmo a vivere rispetto le leggi oniriche, le leggi della nostra mente, non useremmo più una realtà TANGIBILE, ma ne creeremmo una differente…che per noi sarà l’UNICA realtà possibile.

    Quindi alla fine la risposta è “non esiste alcuna realtà oggettiva PERMANENTE”

    Ciao

    AndreA

  3. Antonio La Montagna. scrive:

    per me la realtà è un’esperienza sensoriale soggettiva,

    in altre parole come il geniale Joseph Riggio ci insegna “è reale solo quello che succede nel tuo corpo”

    per forza di cose ognuno seleziona e cancella delle informazioni in base a dei filtri che ha creato precedentemente e che si aggiornano in continuazione,

    il risultato di questa “selezione sensoriale” è la realtà

  4. NickWar scrive:

    La realtà non percepita con i sensi non è meno reale, ma se non esiste un soggetto che la percepisce, la si può considerare veramente reale ? La realtà oggettiva avrebbe senso senza un soggetto che la percepisca ? L’universo si rispecchia in noi, si ri-conosce attraverso di noi o almeno in altre coscienze. Si potrebbe affermare che l’universo assume consapevolezza della sua esistenza tramite la coscienza, umana o sovrumana che sia. La realtà di un Essere superiore, di Dio o come vogliamo chiamarlo, non potrebbe mai essere uguale alla nostra, pur essendo sostanzialmente uguale, così come una casa è sempre una casa, anche per gli insetti che la infestano. Quel che cambia è il grado di consapevolezza e la prospettiva da cui guardare la realtà. Dal punto di vista di un Essere supremo, fonte di tutte le realtà, la realtà sarebbe paragonabile ad un solo ed unico pensiero creato. Niente gli impedisce di avere innumerevoli pensieri diversi, e quindi innumerevoli realtà.
    E noi siamo un pò così, possiamo avere diversi pensieri sulla realtà, tutti giusti e tutti diversi. Forse più che chiederci se esiste una realtà vera, dobbiamo interrogarci su quale realtà tratteniamo continuamente. Dobbiamo chiederci se esiste un’altro modo di intendere la realtà, oltre a quella in cui dolorosamente ci costringiamo giorno dopo giorno. E non è proprio il lavoro che stiamo cercando di fare ?

    Ciao e complimenti per il tuo lavoro!
    Nicolò

  5. mentemix scrive:

    Ogni giorno scegliamo a cosa credere, ci mettiamo un vestito e decidiamo che quello è vero, ci crediamo davvero, quindi realmente quello è.

    Ecco, io accosto il concetto di realtà a quello di verità. Cos’è vero, cos’è reale? quello che sentiamo essere reale, quello che crediamo essere vero. Sono attribuzioni soggettive o collettive, personali o sociali.

    Ora io la domanda che porrei è:”Perchè abbiamo bisogno di questi concetti? perchè cerchiamo di capire cosa è vero e cosa no? cosa è reale e cosa no?” a cosa ci serve? a capire cosa è meglio o cosa è peggio, giusto o sbagliato? Ci serve per essere sicuri di qualcosa, per avere certezze?”

    A ogniuno la sua risposta

    mi chiedo se questi grandi concetti siano i genitori delle miriadi di definizioni di cui ci riempiamo. Se il segreto fosse l’assenza di giudizio? se un’emozione fosse un’emozione e basta? provata e degna di esistere senza bisogno di approvazione?

    L’esempio del fiore è molto bello e offre spunto di riflessione permettendo il distacco emotivo. Per me è rosso e per il mio gatto giallo, abbiamo ragione tutti e due. Per due esseri umani lo stesso, “quel quadro è bello”, “per me è brutto”, vero. Lo stesso per emozioni, sentimenti e sensazioni.

    Realtà, verità, è tutto vero, è tutto reale, tutto degno di esistere.

    (potrei andare avanti per ore ma entrerei in un altro argomento…me lo tengo per altre occasioni…questo è pane per me! :D grazie per la discussone Francesco)

    Ciao a tutti!

  6. Antonio La Montagna. scrive:

    per me…

    non esiste realtà interna e realtà esterna ma esiste solo la realtà che percepisce una persona, quello che c’è all’esterno sono variabili che entrano nella nostra vita e quindi iniziano ad esistere solo se gli diamo attenzione,

    l’unica realtà oggettiva è quella fisica

    se perdessimo tutti i sensi (ammesso che sia possibili restare in vita perdendo tutti i sensi) credo che diventeremo essere viventi senza esperienza, in altre parole come le piante

    la realta non percepita con i sensi NON è realtà ma solo qualcosa che l’universo ci consente di plasmare

    mentemix, crediamo che quello che sia vero è reale perchè quando crediamo sinceramente che qualcosa sia vero LA STIAMO PROVANDO, lo esperiamo nel nostro corpo ed allora si che questo diventa reale

  7. orione scrive:

    Ciao Francesco, per me la realtà sensoriale, quella tangibile, è soltanto la punta dell’iceberg. I nostri sensi sono strumenti indispensabili per vivere questa realtà spazio-temporale, ma è un grosso limite pensare che solo ciò che viene percepito con i sensi sia reale. Inoltre il “metodo scientifico” ,che è completamente radicato in noi, ci porta a pensare che ciò che non può essere dimostrato e verificato non è reale. Io penso invece che non essere in grado di dimostrare l’esistenza di una realtà extrasensoriale non la rende meno reale, ma solo meno vivibile, per effetto della LOA. E sono anche sempre più convinta che non esiste una sola realtà, certamente non esiste un solo modo di viverla e percepirla. Voglio complimentarmi per la profondità del tuo post, ma anche per tutti i commenti che denotano grandi capacità di riflessione e pensiero divergente. Non è mica poco eh!
    Anna

  8. Francesco scrive:

    @andrea997: mi piace l’idea che hai espresso, cioè che “permanentemente” non esista alcuna realtà. Questo vuol dire che possiamo cambiare TUTTO delle nostre vite…

    @nickwar: forse anche tu volevi ricondurti al fatto che non c’è realtà senza osservatore?

    @mentemix: provo a risponderti: ho bisogno di definire la realtà e di sapere che cos’è perché credo di viverci dentro, e di poterne trarre piacere. In definitiva ho bisogno di controllarla, di crearla.

    Per tutti gli altri: siete GRANDI! Ottimi commenti, sono proprio contento di avere postato queste mie semplici riflessioni!

    Grazie…

  9. NickWar scrive:

    Si, mi riferivo proprio a questo, non esiste realtà senza osservatore. Sappiamo che il comportamento di certe particelle subatomiche viene influenzato dall’osservazione dei ricercatori, al punto che qualcuno di loro teorizza una forma di “intelligenza” vera e propria. E perchè questo non potrebbe essere possibile, in una scala molto più grande ?

    Se l’universo è veramente costruito sul modello quantistico, la realtà è molto più malleabile di quel che i nostri stessi sensi ci suggeriscono.

    E soprattutto, la sua realtà ha senso solo in quanto percepita (osservata) da una coscienza, perchè da essa viene in sostanza diretta ed alterata. Certo, attraverso leggi ben precise, ma appunto per questo infallibile.

    Molti contestano la legge dell’attrazione, ma essa è universale. Il simile sta con il simile, un atomo di elio viene attratto da altri atomi di elio e tutti assieme formano il gas così chiamato, una molecola d’acqua sta con altre molecole d’acqua e così via. Senza questa attrazione, niente potrebbe esistere.

    E’ utile forse sottolineare che spezzando questi legami per via fisica o chimica
    si produce invariabilmente un’immensa quantità di energia, quale che sia l’elemento originario.

    Una domanda interessante potrebbe essere: può la nostra coscienza (intesa come pensiero, sentimento, volontà) modificare la realtà direttamente o deve per forza servirsi di altra materia per farlo ? E’ possibile che esistano delle leggi anche per questo, magari ancora sconosciute, che ci consentano l’intervento diretto. Certo, noi conosciamo “il segreto”, ma anche questo potrebbe essere la punta dell’iceberg e tanto altro resterebbe ancora da scoprire.

    Grazie e scusa se prima sono stato poco chiaro!

    Nicolò

  10. badicea81 scrive:

    Anche in diversi libri che parlano di fisica quantistica si trovano le affermazioni che fai tu a proposito della realtà. Ognuno la vede a modo suo, a seconda dei propri filtri. Un bell’argomento su cui si può dibattere, e che mette in risalto ancora di più la LOA: se ognuno vede la realtà in base ai propri filtri, cambiandoli volontariamente e cambiando le nostre vibrazioni possiamo cambiare la realtà! :)

  11. andrea997 scrive:

    Il discorso è molto ampio da fare, ma credo che in questo posto si possa discuterne a sufficienza, visto il modo di pensare -splendido- di tutti.

    Comunque si, Francesco, possiamo e DOBBIAMO cambiare…ma non tutto, solo quello che non và.
    c’è una bellissima frase di Bruce Lee che esprime appieno la mia idea di realtà NON permanente e mutabile
    “Prima che affrontassi lo studio di un’arte marziale per me un pugno era solo un pugno e un calcio era solo un calcio. Dopo aver iniziato a praticarla un pugno non era più soltanto un pugno e un calcio non era più soltanto un calcio. Ora che la conosco un pugno è solo un pugno e un calcio è solo un calcio”.

    La realtà è come vogliamo intenderla noi, ma soprattutto non è una,statica, immutabile.
    Varia come variano le stagioni, come avanza il tempo, cambia anche solo passando dagli occhi di un bambino a quelli di un adulto…ma è sempre realtà.

    Ciao.

    AndreA

  12. lordmax scrive:

    Non è vero se non è vero per te.

    Forse si dovrebbe considerare cosa non è la realtà per poter arrivare a capire cosa essa sia.

    Se una cosa non la sento come reale allora non è reale.

    E' ovviamente una cosa soggettiva.

    Realtà è ciò che percepisco e concepisco come facente parte della mia esistenza.

    Forse più che di realtà si dovrebbe parlare di percezione.

  13. mentemix scrive:

    Bene, allora è reale ciò è percepito dai sensi e dagli extrasensi, nel caso di un eventuale essere ne fosse privo, per quanto riguarda le piante anche loro hanno una loro realtà, non penso sia una prerogativa del mondo animale, in effetti reagiscono a chi le circonda e alle condizioni esterne. Nella filosofia steineriana sostengono l’incarnazione prima nei minerali poi nei vegetali e infine negli animali con tutta la scala gerarchica, al di là dell’incarnazione anche un tizio nel dvd di the Secret nelle battute extra dice una frase carina a proposito di Dio che dorme nei sassi, si stiracchia nelle piante e si sveglia negli uomini (qualcosa del genere).
    Ora forse stiamo dividendo sensibile da soprasensibile, se esiste anche tutto quel mondo spirituale dove le essenze guida (non so bene come chiamarle) dimorano nella beatitudine allora fa parte del reale?È reale ciò che esiste? I sogni come li mettiamo? Se mi sveglio tutta sudata e impaurita o gioiosa e beata? Sono altre dimensioni del reale? Mi sono fatta un viaggio spazio-temporale?
    E se reale è ciò che suscita in noi sensazioni è tanto concreta una fantasia o una visualizzazione quanto un’esperienza concreta.
    Tutto questo per dire che forse con realtà possiamo chiamare quello che percepiamo ed esperiamo qui e ora con i nostri sensi interni ed esterni. E visto che possiamo decidere cosa mangiare, cosa annusare (o non annusare) dove andare, chi frequentare, cosa guardare, cosa pensare e che stato d’animo avere per i più bravi ne traiamo che la nostra personalissima realtà la scegliamo noi??? Fatto salvo il libero arbitrio degli altri a cui possiamo rispondere con il nostro.

    @Nick: Se il pensiero è energia e la materia anche va da sé che è proprio il pensiero e la coscienza la tua materia, quella che usi per modificare la realtà…non è proprio questo “il Segreto”?

    Adoro questa discussione Ciao a tutti!

  14. paola scrive:

    Sinceramente non so se esista o meno una Realtà assoluta o “completa”, credo che ognuno di noi ne rappresenti un aspetto, ne capti una verità più o meno profonda; ultimamente mi focalizzo su come ci relazioniamo con gli altri quando siamo in una situazione che ci crea ansia o disagio, quanto ci diamo da fare per convincere noi stessi e gli altri del nostro punto di vista, quanta energia sprecata! Ho invertito questa tendenza, basta conflitti ed arrabbiature, la domanda che mi sono fatta è stata:”com’è che questa cosa a me sembra diversa?” Ho lasciato spazio a tutte le possibilità ed ora capire me stessa e gli altri sta divenendo una dolcissima avventura, mi incuriosisce come gli altri percepiscono il mondo, le discussioni sono ridotte quasi a zero, e sono molto più partecipe con le persone che mi sono accanto. Un saluto a tutti ed a Francesco grazie

  15. mentemix scrive:

    Personalmente, appassionata dal tema, continuo a riflettere su cosa sia reale…
    Mi viene ora da differenziare tra realtà e percezione della realtà.
    Ho ripeso un vecchio libro molto carino e simpatico che dà questa definizione di realtà: “Il mio corpo fisico e ciò che mi sta intorno”. In effetti, se per definizione si intende un concetto condivisibile e condiviso, qualcosa di oggettivo su cui poggiare la riflessione questa elaborazione diventa convincente.

    Se io e te fossimo in un giardino, vedremmo rispettivamente il corpo dell’altro (io il tuo e tu il mio) gli alberi, le foglie gialle e rosse, le foglie secche a terra, sentiremmo una brezza sulla pelle, io magari ho le labbra secche, tu le mani, io tremo tu no, a quel punto siamo già nelle percezioni. Può darsi che il tuo cappotto sia più caldo, che abbiamo un metabolismo diverso, una temperatura di base differente non saprei… Indi reale è: Il mio corpo e ciò che esiste fuori di esso, di concreto, tangibile, esperibile, IN QUEL DATO MOMENTO.
    (N.B.: Al di la del vedere nel senso dell’utilizzo del senso della vista si intende ciò che c’è, che è presente, che esiste intorno al soggetto).

    Se la persona che abbiamo accanto è a noi gradita, se lo scambio ci arricchisce, se l’odore delle foglie ci piace, se l’umidità ci infastidisce, COME viviamo quel momento rientra nella PERCEZIONE della realtà.

    Se due giorni dopo ripenso a quel giardino questo non lo rendo reale, potrebbe essere stato chiuso o ricoperto di cemento per farne un parcheggio e magari io non lo so.

    Che ne dite?

    Ciao a tutti!

  16. massi scrive:

    Ciao a tutti. Leggo dei bellissimi post pieni di cultura e sincerità.
    Siete meravigliosi.
    Penso che la Realtà si possa definire in un unica frase:

    La realtà è esperienza.

    Massimo.

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