Lo straordinario potere di una sola domanda
31 Agosto 2010
Categoria: Tecniche, Tutti i post - Articolo letto 1,561 volte
Da un po’ di tempo avevo il desiderio di spendere qualche parola su un argomento che amo moltissimo, relativo a come le domande che poni a te stesso possano agevolare l’uso consapevole della legge di attrazione. Dopo diversi rinvii, non c’è da stupirsi se adesso – finalmente – esprimo il mio pensiero come conseguenza di una domanda che mi sono posto questa mattina: perché non oggi?
Le domande, che meraviglia! Dirette o indirette, chiuse o aperte, esplicite o implicite, le domande sono il motore del nostro dialogo interiore, la linfa della comunicazione, la leva delle nostre decisioni. In questo articolo non intendo sottolineare la distinzione tra domande potenzianti e depotenzianti, ma preferisco scendere più nel dettaglio e mi impegno per farti capire che esistono domande così potenti da cambiare il corso della vita. Lascia che ti spieghi che cosa intendo dire e segui il mio ragionamento.
A tutti piace essere coerenti con se stessi e non può esserci coerenza quando non c’è onestà. Naturalmente, volendo, possiamo anche essere disonesti e di conseguenza incoerenti, ma come ci si sente dopo? Quando menti a te stesso, fai fatica a mettere a tacere quella voce interiore che ti dice che stai sbagliando! Capita a volte, infatti, che scegliamo di “non dirci la verità” (per esempio riguardo al nostro livello di felicità complessiva, al nostro aspetto fisico, al nostro grado di soddisfazione nel lavoro) perché fa male ammettere che le cose stanno diversamente da come vorremmo. Si chiama accontentarsi e spesso è una scorciatoia molto facile da intraprendere. Peccato che, inevitabilmente, tutte le volte che ti accontenti fai a pugni con quella parte di te che vorrebbe sempre il meglio. Puoi metterla a tacere, ma solo temporaneamente: prima o poi torna a farsi sentire, e non è una bella sensazione sapere di averla presa in giro.
Tutto questo per dirti che, davvero, ti conviene essere onesto e coerente con la tua identità, con la persona che pensi di essere. Noi però vogliamo evolvere, migliorare, cambiare e vogliamo anche usare la legge di attrazione come uno strumento in più per farlo divertendoci e percorrendo la strada più piacevole e gratificante. Dando per scontato che saprai essere sempre sincero quando risponderai alla domanda che sto per porti, ecco cosa puoi fare:
- Identifica in modo chiaro, preciso, realistico e misurabile un obiettivo che vuoi raggiungere (mettiamo il caso che sia: raggiungere una forma fisica ottimale entro i prossimi due mesi).
- Crea una immagine di te dettagliata ed estremamente attraente che rappresenti il tuo risultato finale (in questo caso, un corpo magro, sodo, in perfetta forma, armonico e piacevole da guardare, in piena salute. Cura i dettagli: che espressione hai sul viso? Come ti muovi? Com’è, al tatto, la tua pelle? Chi c’è intorno a te e che cosa dice?)
- Metti in moto l’immaginazione creativa! Goditi quell’immagine pensando alle meravigliose sensazioni che proverai quando sarai proprio così e quando vuoi entra in quel tuo nuovo “te stesso” e nota cosa vede, sente, percepisce. Che sensazioni dà indossare un corpo così perfetto? Quanto piacere provi? Resta pure dentro questo tuo nuovo corpo quanto ti va, divertiti, immagina vividamente e amplifica le emozioni: la legge di attrazione è particolarmente attiva adesso!
- Prepara e metti in atto un piano d’azione che comprenda alimentarsi adeguatamente, allenarsi sistematicamente e ripetere la visualizzazione tutti i giorni.
E adesso viene il bello. Pensi che sarà sempre facile essere fedele al piano d’azione che preparerai, oppure che ci saranno momenti in cui ti verrà voglia di “deviare” e prenderti qualche licenza? La verità è che, durante il percorso che ti porta al tuo obiettivo, dovrai prendere tante decisioni. Dovrai fare continuamente delle scelte, la prima ovviamente sarà del tipo: seguirò il mio protocollo oggi?
Per sapere quali decisioni prendere, dovrai farti alcune domande. La gamma è infinita, puoi chiederti di tutto: come mi sento se lo faccio? E se non lo faccio? Cosa succede se sono coerente con me stesso oggi? E per una settimana? E via dicendo…
Permettimi, tuttavia, di fornirti un aiuto. C’è una domanda tanto semplice quanto incredibilmente potente che è importante porsi ogni volta che hai la necessità di scegliere cosa fare per rendere reale il tuo intento. E’ l’ultimo punto della nostra strategia ed è anche il più importante. Supponendo ancora che l’obiettivo sia raggiungere una forma fisica straordinaria entro due mesi, ogni volta che dovrai decidere se mangiare o meno quell’alimento, se fare o meno quell’allenamento che hai in programma, se dedicarti o meno alla visualizzazione giornaliera e pensi di avere deciso, chiudi per un secondo gli occhi, richiama alla mente l’immagine del tuo obiettivo finale e poi chiediti:
Quello che sto per fare mi porta o no verso quell’immagine?
Eccola qui, una domanda coi fiocchi! Risponditi con totale onestà, con sincerità, metti da parte tutte le scuse e dai a te stesso quella risposta. Se sarà affermativa, fai quello che avevi in mente di fare. Se non lo sarà, fai l’opposto oppure fai una scelta diversa e ripeti la domanda. Hai notato quanto potere racchiude una domanda così?
Puoi, naturalmente, applicare la medesima strategia ad ogni tuo obiettivo! Ti auguro di cuore che esso, qualunque sia, diventi reale per te al più presto e ti dia modo di imparare così tanto da rendere l’esperienza ancora più importante e significativa.
A presto!
PS: ti ricordo che puoi iscriverti gratuitamente al Blog di ImmaginazioneCreativa.it lasciando il tuo indirizzo email a questo link. Riceverai un estratto di ogni nuovo articolo comodamente sulla tua casella di posta! Puoi anche seguire questo sito su Twitter e su Facebook. Se invece vuoi qualche informazione in più su di me, su chi sono e cosa faccio, seguimi sulla mia pagina Facebook personale. Ti aspetto!
Come (e quando) aiutare gli altri a migliorare
22 Agosto 2010
Categoria: Tecniche, Tutti i post - Articolo letto 1,005 volte
Ho avuto modo di discutere con diverse persone su quale sia il criterio per capire come, e quando, sia opportuno aiutare gli altri ad intraprendere un percorso di miglioramento, qualunque esso sia. Molti erano interessati a comprendere fino a che punto è giusto spingersi quando si ha a che fare con un amico o un familiare in difficoltà e si ha la convinzione di fare del bene, magari semplicemente condividendo quello che sappiamo riguardo un vissuto simile.
Secondo il mio parere, una volta che si siano chiariti bene alcuni concetti che stiamo per vedere insieme, dare una mano a qualcuno può essere una grande occasione di crescita. Al di là della soddisfazione e della gratitudine che provi quando sai di avere fatto qualcosa di bello per un’altra persona, spesso immedesimandoti nelle difficoltà che altri possono avere riesci a trovare nuovi spunti per riflettere sulla tua vita e accrescere, così, la tua esperienza personale di essere umano. Penso che sia importante inquadrare bene due concetti: cosa vuol dire aiutare e che cosa si intende con miglioramento.
Partiamo da quest’ultimo. Per me, migliorarsi vuole dire fare qualcosa per stare sempre meglio. E’ una definizione generica e mi sta bene che sia così, visto che io credo che si possa migliorare studiando cose nuove, imparando, facendo sport, perfezionando una cosa che si sa già fare, scoprendo come usare meglio la propria mente, modificando la propria alimentazione personalizzandola ed equilibrandola e molto altro… Insomma, ritengo che il miglioramento sia un concetto globale fatto di infinite piccole modifiche che puoi apportare alla tua vita, acquisendo abitudini che – a lungo andare – tendono a innalzarne la qualità complessiva.
Per quanto riguarda l’aiutare, invece, occorre essere più precisi: il mio criterio è che ci debba sempre essere una sorta di apertura da parte dell’altra persona, che deve dimostrare per prima cosa di volere cambiare. E’ un altro modo per dire che, secondo me, non dovremmo preoccuparci di dare una mano a chi esplicitamente ci dice di non volerla e, tramite i fatti, conferma quell’affermazione. Ci sono persone che stanno semplicemente bene così e altre che, invece, non hanno voglia di mettersi in discussione e aprirsi ad un cambiamento di abitudini e di mentalità, e questo va rispettato. In tutti gli altri casi, invece, aiutare è una buona idea.
Forse è superfluo confermarti che spiegare a qualcuno a cui tieni cos’è e come funziona la legge di attrazione sia una forma di aiuto concreto e funzionale: è evidente che questo è un mio credo profondo. Lo puoi fare in tanti modi: uno di questi consiste nel guardare il mondo con attenzione, scoprendo che gli effetti della relazione tra immaginazione e realtà sono incredibilmente evidenti, ogni giorno, continuamente e ovunque. Tutte le volte che ti capita di notare l’effetto della legge di attrazione in una situazione che vivi o di cui sei a conoscenza, puoi sottolinearlo con l’intento di mettere la pulce nell’orecchio di chi ti sta ascoltando. Prestando la dovuta attenzione, noterai che questo legame è onnipresente, e lo è ancora di più se analizzi il tuo passato e pensi a cosa hai desiderato e che adesso fa parte della tua realtà. (A proposito, è molto importante tenere in qualche modo traccia di quelli che sono i tuoi progetti. Scrivili, perché rileggerli dopo anni può essere enormemente istruttivo e utile…)
Un’altra cosa che puoi fare è suggerire alcune letture a tema: ad esempio, ImmaginazioneCreativa.it ha una sezione chiamata Mediateca in cui trovi alcuni tra i prodotti a mio parere più utili per entrare in contatto velocemente e in modo chiaro con quella parte del mondo del miglioramento che fa capo alla legge di attrazione. Ti elenco per brevità tre libri che reputo imperdibili e che per me hanno significato davvero tanto:
- La legge dell’attrazione di Esther e Jerry Hicks
- La biologia delle credenze di Bruce Lipton
- Cambia vita in 7 giorni di Paul McKenna
Partendo da queste tre letture si può davvero iniziare a porsi domande profonde che, per quello che riguarda la mia esperienza, alla fine portano a chiedersi: quanto posso diventare migliore? Molte persone non hanno idea di quanto meravigliosa, appagante e soddisfacente possa essere la vita, si accontentano di situazioni mediocri e si perdono il meglio: non è un vero peccato? Non sempre un libro può spingere qualcuno a cominciare un percorso di miglioramento serio ed articolato, ma in molti casi sì, è possibile e conosco decine di persone per cui le cose sono andate proprio così.
C’è anche un altro modo per essere in grado di aiutare qualcuno a migliorare. Diventare un ottimo amico. Una persona che dà consigli sentiti, profondi, che si propone di ascoltare veramente l’altro e si impegna per essere di stimolo quando manca un po’ di motivazione, ma anche un porto sicuro quando c’è bisogno di fare sentire all’altra persona un senso di protezione e certezza. Contemporaneamente, fai il massimo per essere congruente: se vuoi aiutare qualcuno a diventare migliore devi essere tu, per primo, una persona che fa cose concrete per migliorarsi, sempre. Renderti un ottimo esempio è un grande favore che puoi fare, a partire da oggi stesso, a chi ha la fortuna di incontrarti.
PS: anche condividere gli articoli di questo Blog può essere di aiuto per chi ti segue nel mondo del social network!
Da qualche giorno trovi un comodo pulsante accanto al titolo di ogni post pubblicato che ti permette di condividere su Twitter l’articolo stesso. Grazie!
Come prendere decisioni migliori
27 Aprile 2010
Categoria: Tecniche, Tutti i post - Articolo letto 3,447 volte
Ispirato dalla lettura di una parte dell’ultimo libro di Mike Dooley, ho deciso di approfondire lo studio di una tecnica che ho utilizzato in passato per prendere decisioni migliori sulla base di un dialogo con la nostra parte più profonda. Vorrei quindi coinvolgere chi mi legge in una sorta di esperimento per vedere come questa tecnica funziona con altre persone.
Per introdurla, consideriamo che l’immaginazione si avvale di uno strumento fondamentale: una specie di lavagna sulla quale proietta le immagini che generiamo coi nostri pensieri. Tutti noi siamo dotati di questa lavagna: è come uno schermo o un palcoscenico e molti riescono, chiudendo gli occhi, a vederlo come se fosse vero. Quando pensiamo ad un ricordo o immaginiamo un evento futuro la sua rappresentazione avviene proprio su questo schermo immaginario.
Molta pratica nel mondo della PNL si svolge proprio così: notando le caratteristiche (sottomodalità) delle immagini che creiamo e poi lavorando su di esse. Chiudi gli occhi e pensa per qualche secondo alla prima casa in cui hai vissuto. Dove vedi l’immagine? E’ davanti a te o di lato? E’ grande o piccola? E’ a colori o in bianco e nero? Si muove, come in un film, o è un’immagine statica?
Prima di continuare con la lettura ti chiedo davvero di fermarti, chiudere gli occhi e fare questo breve esperimento, è importante! Solo quando hai finito continua a leggere…
************
Per rispondere alle domande che ti ho fatto prima sei costretto a “visualizzare”, cioè a creare una rappresentazione mentale del luogo in cui hai vissuto e se sei in grado anche di dire dove si trovi quell’immagine, per esempio, allora l’hai collocata proprio su quello schermo immaginario di cui stiamo parlando. E’ straordinario!
La tecnica introdotta da Dooley ha l’intento di metterti in comunicazione con la tua parte più profonda, quel posto segreto dentro di te da cui provengono le buone decisione e le scelte migliori. Io la uso con grande soddisfazione e sto per spiegarti esattamente come si fa.
Chiudi gli occhi, rilassati con qualche respiro profondo e poi fatti una domanda chiusa, cioè una domanda alla quale si possa rispondere solo “sì” oppure “no”. Una domanda adatta è ad esempio: “Mi chiamo (tuo nome)?”
Sempre con gli occhi chiusi pensa alle due sole possibili risposte: sì oppure no, in questo caso sarà sicuramente sì! Nota che posizione, che dimensione e che colori ha (e se vuoi anche tutte le altre caratteristiche) l’immagine della parola “sì” che hai creato nello schermo della tua mente.
Adesso fatti un’altra domanda chiusa la cui risposta sia certamente “no”. Per esempio: “Mi chiamo (un nome che non sia il tuo)?” e anche in questo caso nota le sottomodalità dell’immagine che hai creato: dov’è? Quando è grande? In che modo è diversa dalla rappresentazione della parola “sì”?
Prendi mentalmente nota delle differenze che ci sono tra l’immagine della parola “sì” e della parola “no”!
Adesso che hai stabilito in che modo la tua mente rappresenta un’affermazione vera e una non vera puoi utilizzare questa conoscenza per aiutarti a prendere alcune decisioni. Per darti un riferimento ti racconto cosa succede a me: vedo la parola “sì” molto grande, di colore rosso, esattamente al centro del mio schermo mentale. Vedo la parola “no” più piccola, in basso a destra, quasi sempre di colore blu. Non è un caso: so che in basso a destra la mia mente rappresenta le cose di cui sono dubbioso e che voglio dimenticare, per esempio i ricordi spiacevoli sono quasi tutti lì, quando li penso. E’ interessante notarlo!
Se mi faccio una domanda chiusa di cui non so razionalmente la risposta (o non ne sono certo), come può essere ad esempio “è opportuno che oggi vada ad allenarmi?”, allora una delle due parole “mi viene incontro”, cioè la vedo avvicinarsi a me e prendere il sopravvento sull’altra. Nella mia rappresentazione sia il “sì” sia il “no” restano nelle rispettive posizioni e non cambiano colore, semplicemente una si avvicina e l’altra si allontana, ma per te potrebbe essere diverso. In ogni caso, dovresti essere in grado di capire quale risposta diventa protagonista. Più riesci a rilassarti profondamente mentre fai questo esperimento più c’è ragione di credere che avrai risposte attendibili.
Prova! E’ un esercizio straordinario e io credo che, siccome qualcosa all’immagine succede, allora ci dev’essere una base che lo fa succedere, magari un input di origine inconscia che genera una risposta piuttosto che un’altra. Ho notato che quando la domanda è razionalmente dubbia, come ad esempio “entro questa sera pioverà di nuovo?” vedo le due risposte, “sì” e “no”, che vibrano portandosi alternativamente una davanti all’altra! Interessante, direi!
Avrei grande piacere se aveste voglia di condividere nei commenti a questo post i vostri esperimenti a riguardo. Potete farvi qualsiasi domanda, basta che sia di tipo chiuso. Non usate questa tecnica per cercare di “prevedere il futuro”: non è questo lo scopo e non è così che funziona. Usatela per avere risposte sincere davanti ai dubbi, alle incertezze anche piccole che potreste avere, e fidatevi di voi stessi.
Attendo i vostri riscontri, un saluto a tutti voi!
PS: vi ricordo che ImmaginazioneCreativa.it ha anche una pagina ufficiale su Facebook (che è anche l’unica pagina Facebook ufficiale di questo sito) e un account Twitter da cui potete seguire gli aggiornamenti, le letture consigliate e molto altro! Vi aspetto!
Gratitudine e “vision board” sempre con te
13 Gennaio 2010
Categoria: Tecniche, Tutti i post - Articolo letto 3,649 volte
Come sapete, ci sono diversi strumenti utili che aiutano la mente ad avere un focus indirizzato verso quello che si desidera e ad allineare le sensazioni in modo che amplifichino ed accelerino le nostre capacità creative.
Concentrare l’attenzione in modo sistematico e continuativo verso un obiettivo è certamente funzionale al raggiungimento dello stesso. E, in modo simile, stilare giornalmente un elenco delle ragioni per cui si è grati non fa che creare una sorta di “piano inclinato” affinché gli eventi si muovano spontaneamente verso quello che desideriamo. Chi, tra di voi, ha l’ottima abitudine di scrivere ogni sera una lista della gratitudine avrà certamente sperimentato che essa tende ad espandersi giorno dopo giorno: e più siamo grati, più creeremo situazioni per esserlo (questa penso l’abbiate già sentita, mi sembra che si chiami Legge di Attrazione… :p)
Oggi mi concedo un post più “tecnologico” del solito, segnalandovi due applicazioni straordinarie che, se possedere un iPhone, potete portare sempre con voi. A questo link potete trovare, infatti, due ottimi prodotti.
Vision Board Deluxe
Un’applicazione utile per portare sempre con voi immagini che rappresentino la vostra vita ideale! Permette di creare diverse “vision board” per varie aree, di commentare le immagini, di creare presentazioni e molto altro, ed è ottima per restare focalizzati sui propri obiettivi!
Dedicate 5 minuti al giorno (ogni giorno) a passare in rassegna le rappresentazioni visive di quello a cui ambite: è importante dare un riferimento costante alla propria mente e ricordarle costantemente verso che cosa stiamo andando!
Gratitude Journal
Senza alcun dubbio la mia applicazione preferita: provatela, è realmente potente!
Ogni sera, prima di dormire, scrivo almeno 5 ragioni per cui mi sento grato. Non c’è bisogno di qualcosa di “speciale”: si può essere profondamente grati anche per avere ricevuto una telefonata, o per avere terminato il lavoro che c’era da fare entro oggi. Ma fate la vostra lista ogni giorno.
E’ estremamente importante e vi darà enormi benefici!
Allora, siete pronti a portare i vostri sogni sempre con voi? Queste due applicazioni sono strumenti utilissimi per aiutarvi a raggiungerli! Buona pratica!
PS: tengo a precisare che ImmaginazioneCreativa.it non è in alcun modo affiliata ai produttori dei software qui descritti, e non riceve alcun compenso sulle vendite. La segnalazione è fatta in base ad esperienze dirette, in cui ho avuto modo di verificare personalmente i benefici che l’uso di questi prodotti procura.
Un regalo per te: la macchina del tempo!
28 Maggio 2009
Categoria: Articoli, Tecniche, Tutti i post - Articolo letto 3,283 volte
Da bambino, tra i miei film preferiti avevo eletto senza ombra di dubbio la trilogia di Ritorno al futuro.
Hai presente di cosa parla la storia? Un eccentrico scienziato e un giovanotto impacciato trovano il modo di viaggiare nel tempo a bordo di una macchina di lusso opportunamente modificata.
Ne combinano di tutti i colori: cambiando il corso degli eventi rischiando continuamente di creare un paradosso che potrebbe persino ucciderli. Ma il divertimento è assicurato!
Amavo quei film perché mostravano anche quali vantaggi avremmo se potessimo viaggiare nel tempo. Come conoscere in anticipo i risultati sportivi, ad esempio. O evitare che si compia una tragedia. Ma, naturalmente, era un esercizio di fantasia, un film appunto.
Personalmente non credo che il tempo vada concepito come si narra in Ritorno al futuro. La mia idea è che non esista un binario su cui si possa viaggiare avanti o indietro a piacimento. Per me quello chiamiamo “tempo” non è altro che una successione infinita di momenti presenti, che una volta vissuti non sono più “collegabili” tra di loro. Non ho le prove di quello che affermo, sono solo intuizioni, ma mi piace pensarla così e finora quello che sperimento nelle mie giornate conferma quello che credo a riguardo.
Quindi… non potremo mai viaggiare nel tempo? Sì che possiamo! E vorrei ricordarti una cosa: anche tu possiedi una macchina del tempo!
E’ un altro degli straordinari doni che Madre Natura ti ha fatto da quanto sei su questo pianeta. Stephen King, il grande narratore americano, in un libro definisce la mente “la stanza degli orologi più grande del mondo”. E ha ragione!
La tua macchina del tempo è proprio nella tua mente. E si compone di due elementi: la memoria e l’immaginazione.
La memoria è come il tasto “rewind” dei videoregistratori: ti serve per viaggiare indietro nel tempo. L’immaginazione è il tasto “forward”: ti serve per andare avanti nel tempo.
Il punto è che, troppo spesso, usiamo male questi due straordinari strumenti. Viaggiamo indietro nel tempo per rimuginare sugli “errori” che pensiamo di avere fatto, oppure per torturarci con ricordi di persone e avvenimenti che non possiamo più vivere. Ammetti che è un tantino masochista? Sarebbe come guardare il film comico più bello del mondo e una volta finito tornare indietro per rivedere solo le scene che NON ci hanno divertito. Non mi sembra un atto molto intelligente!
Un modo molto più piacevole di usare il tasto “rewind” della nostra memoria consiste nel tornare ai ricordi più belli, piacevoli e rassicuranti della nostra vita.
Come quella volta in cui tua mamma ti ha rimboccato le coperte così bene da farti sentire dentro un bozzolo. Oppure quando hai superato il primo, difficilissimo, esame all’università. O quando sei sceso in campo la prima volta da titolare e hai segnato il gol che ha deciso la partita. E che dire di quella volta in cui hai stretto tra le braccia tua figlio appena nato?
Alcune persone hanno poi dei ricordi straordinari: pensate ad un attore che vince un oscar, ad un pilota che viene incoronato campione del mondo o ad uno scrittore che viene informato che il suo libro ha appena venduto il primo milione di copie.
Ma non è necessario fare cose così “grandi” per avere ricordi meravigliosi. Tutti noi li abbiamo. E vorrei, proprio ora, che chiudessi gli occhi interrompendo la lettura e dedicassi un minuto, un solo minuto del tuo tempo per salire sulla tua macchina del tempo e ritornare al ricordo più bello che hai. Cerca di rivivere la scena nella sua interezza, coinvolgendo ognuno dei cinque sensi, e godendoti totalmente le sensazioni che derivano dall’essere immersi in una scena così bella.
Fallo adesso!
*****************
Quando vuoi, puoi premere il tasto “forward” della macchina del tempo e tornare qui, nel momento presente. Non è meraviglioso pensare che puoi rivivere quelle straordinarie sensazioni quando vuoi? Ogni volta che ne hai bisogno, usa la tua mente in questo modo! Prima di un incontro di lavoro importante, prima di rincasare la sera dalla tua famiglia, prima di metterti in gioco su un nuovo progetto… così sarai sempre carico, allegro e voglioso di rivivere nuovamente quelle sensazioni straordinarie.
Non abbiamo dimenticato qualcosa? Ma certo! Possiamo anche andare avanti nel tempo. Abbiamo detto che l’immaginazione ce lo consente… e di questo ho già scritto molto. Quindi mi aspetto che tu sappia già come usare al meglio la tua immaginazione, evitando completamente di preoccuparti per quello che deve ancora succedere, concentrandoti invece su quello che vuoi che accada. Divertiti, perché questo strumento è straordinariamente creativo e molto più potente di quanto tu sia abituato a pensare.
Ricorda, infine, che l’immaginazione ha più poteri della memoria. Quest’ultima, quando funziona bene, può solamente riportare alla tua attenzione a un avvenimento passato. L’immaginazione, invece, non solo è in grado di creare il futuro, ma può essere usata anche per cambiare un ricordo, modificandolo secondo quello che avresti voluto che fosse successo.
L’abitudine a rivivere ogni sera la propria giornata cambiando le cose che non sono andate come volevamo che fosse, è un ottimo modo per condizionare la mente al successo e al benessere.
E questa è un’altra di quelle cose che, se non la provi, non saprai mai quanto possa farti bene.
A presto e un saluto!








