Dove sono i limiti?

Il soggetto che vedi nella foto, con la tuta da motociclista, il casco e… le stampelle, probabilmente non ha bisogno di presentazioni.

Valentino Rossi, pluricampione del mondo e capace di vincere titoli in qualsiasi categoria si sia cimentato, ieri sera è tornato in sella ad una moto per girare in pista a Misano Adriatico. Forse ti starai chiedendo qual è la particolarità: è un pilota, che c’è di strano a vederlo girare in pista?

C’è di strano che, appena un mese fa, Valentino Rossi ha subìto l’infortunio più grave di tutta la sua carriera, cadendo rovinosamente in prova al Mugello e fratturandosi la gamba destra in modo drammaticamente serio. Tibia e perone si sono spezzati picchiando l’asfalto e hanno lacerato la pelle: una frattura scomposta ed esposta. Se cerchi in rete troverai alcune foto che mostrano il piede destro di Valentino mentre “penzola” piegato in modo completamente innaturale.

Ho calcato volutamente la mano su questa immagine perché voglio che tu ti renda conto di quanto sia straordinario quello che Valentino ha compiuto ieri sera, tornando sulla moto per testare la reazione del suo corpo alle sollecitazioni della guida. A mio parere, quello che ha fatto vale più di un campionato del mondo vinto. Valentino ha sconfitto non gli avversari, questa volta, ma se stesso, le sue paure e le sue insicurezze che, in quanto essere umano, sicuramente avrà.
Prova a pensarci su un secondo: benché Valentino trasmetta sempre un senso di gioventù e freschezza, certamente non deve più dimostrare nulla, come pilota, a nessuno. Si tratta di un uomo di 31 anni, che ha vinto 9 titoli mondiali (almeno uno in tutte le classi del motociclismo moderno) e che ha dimostrato durante tutta la carriera di essere più forte anche di avversari in sella a moto più performanti (memorabile la sua vittoria nella prima gara in sella alla Yamaha nel periodo in cui le Honda dominavano). L’unico da cui può accettare di essere valutato Valentino Rossi è… Valentino Rossi! Se c’è ancora qualcuno che ha bisogno di dimostrazioni sul fatto che questo sia il più grande pilota del mondo, quel qualcuno è Valentino stesso e nessun altro. E quindi viene da chiedersi: ma che cos’ha in testa?

Riesci ad immaginare che cosa proietti un campione di questo calibro nei suoi pensieri? Pensi che, mentre era ricoverato in ospedale con una gamba distrutta, Valentino abbia passato anche un solo secondo senza pensare al suo ritorno in pista? Non lo conosco di persona e non ho parlato con lui, ma sono assolutamente certo che già pochi minuti dopo l’incidente la sua mente abbia iniziato a lavorare stabilendo degli obiettivi precisi, decidendo – perché di questo si tratta – che sarebbe tornato alle gare prima di quanto tutti sostenessero. Ecco come l’immaginazione creativa ha lavorato per lui.

Si tratta, senza ombra di dubbio, di un’altra performance impressionante del nostro campione. Personalmente non sono grande fan del motociclismo, ma amo lo sport e soprattutto riconosco la grandezza di un’impresa. E questa, credimi, è un’impresa colossale.

Ho deciso di scrivere questo articolo dedicandolo a Valentino Rossi anche per un altro motivo. Ieri sera, leggendo la notizia, mi sono imbattuto nei commenti di qualche lettore che mi hanno ispirato la riflessione che vorrei, adesso, condividere con te. Un commento, in particolare, mi ha colpito. Diceva più o meno così: “Ma che pessimo esempio! La salute viene prima di tutto, per i soldi si fa davvero qualsiasi cosa!

Bene, se quello di Valentino è un pessimo esempio, allora penso davvero che nel mondo ci sia qualcosa che non va. Perché secondo quel lettore, ne deduco, il “buon esempio” sarebbe stato rassegnarsi a chi diceva “tanto non torni a correre, ti sei spaccato una gamba e a 31 anni non recuperi più!” e limitarsi ad una vita normale, e presumibilmente infelice. Secondo te, Valentino non tiene alla sua salute? Pensi che non abbia provato dolore quando la caduta gli ha spezzato due ossa? Pensi che non abbia temuto di morire mentre rotolava a duecento all’ora sull’asfalto e sulla ghiaia? Io credo di sì. Credo che qualsiasi persona, nel profondo, ami se stesso più di qualsiasi altra cosa e faccia di tutto per proteggersi. Questo, però, non impedisce di certo di porsi obiettivi straordinariamente ambiziosi e godere delle proprie passioni! Tralascio poi il lato economico della vicenda: non penso proprio che a Valentino servano altri soldi, correrebbe pure gratis, ci scommetto!

La mia riflessione è stata su quanto le credenze possano condizionare la nostra vita, e non parlo solo di quelle che abbiamo fatto nostre a seguito dell’esperienza di vita che abbiamo avuto, ma anche di quelle collettive, sociali. Nell’immaginario comune, infatti, è “impossibile” correre in moto un mese dopo una frattura del genere, e se lo fai sei un incosciente che non ha rispetto neppure per se stesso. L’immaginario comune è fatto anche da chi ti sta intorno: non permettere ai limiti degli altri di diventare tuoi. Nessuno può dirti “non ce la fai” avendo ragione: sei tu che decidi se sarà così o meno. Impara ad avere reazioni “polari” quando ti dicono che non sei abbastanza bravo per fare una cosa. Dentro di te una voce deve scattare immediatamente: adesso ti dimostro che ti sbagli e che se voglio ce la faccio eccome!

Nell’immaginario comune è così, nella mente di chi crede in un sogno evidentemente no. Se guardi la foto qui sopra e ti chiedi chi ha ragione, qual è la risposta?

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Perché non tutte le buone azioni danno buoni risultati

L’articolo che stai leggendo non è nato così come potrebbe sembrare. Avevo iniziato a trattare un altro tema, cioè quello inerente alla legge di causa-effetto, che è parente stretta della legge di attrazione. Tuttavia, mentre scrivevo, ho pensato che sarebbe stato più utile fornire una mia interpretazione del perché, a volte, anche compiendo azioni ispirate da intenti positivi non si ottiene il risultato cercato, o lo si ottiene solo parzialmente.

Quando pensi al processo creativo, è opportuno ricordarti di una catena che lo definisce, a mio parere, molto bene. La catena comincia con i tuoi pensieri, o meglio le immagini mentali che generi e alle quali associ determinate emozioni, che – grossolanamente – possono essere positive o negative, cioè che ti fanno stare bene oppure male. A seguito delle emozioni che stai sperimentando (e di altri fattori che in questo momento volutamente ignoro) si crea un certo stato d’animo, ed è questo stato d’animo a gestire i comportamenti che assumi. I comportamenti si traducono in azioni, le quali, finalmente, producono un determinato risultato.

Ci sono anche altre catene che possono essere usate per modellare bene il processo tramite cui le cose accadono (per esempio quello che tiene in contro anche delle tue convinzioni riguardo una particolare area dell’esistenza), ma trovo quello esposto davvero completo e sufficientemente preciso. Se, da una parte, pensare che l’attrazione di un evento possa dipendere esclusivamente da quello che pensi (cioè solo dal primo elemento della catena citata) mi sembra un po’ limitativo, dall’altra intraprendere azioni massicce, pur se mosse dalle migliori intenzioni, non ti dà la garanzia che gli eventi si svolgano come vuoi che accada.

La decisione migliore per massimizzare le probabilità che una cosa che desideri accada davvero è seguire passo passo tutta la catena, che ha certamente nei due estremi gli elementi più importanti, ma è costituita anche da tutto quello che c’è in mezzo. Quindi, ecco che cosa puoi fare:

  • Quando il tuo focus va su un obiettivo che desideri raggiungere, assicurati di liberarti da tutte le emozioni che non ti servono. Paura del fallimento, ansia, incertezza, tristezza, rassegnazione e simili hanno il potere di allontanarti da quello che vuoi.
  • Quando il tuo stato d’animo non è allineato con il tuo desiderio, cioè quando non provi anticipazione, contentezza, voglia di arrivare, sicurezza, certezza, piacere, allora quell’obiettivo tenderà a sfuggirti. Per darti un’idea concreta, dovresti sentirti come un bambino quando va a dormire la vigilia di Natale e pensa ai doni che troverà il mattino dopo.
  • Quando i tuoi comportamenti non sono in linea con la tua identità, risulteranno forzati e poco sinceri. Vuol dire che è meglio lavorare prima a livello interiore per poi assumere automaticamente comportamenti esteriori.
  • Quando le tue azioni non sono ispirate e governate da una precisa guida interiore, c’è il rischio di disperdere energie e perdere tempo a rincorrere un sogno che sarebbe molto più facile raggiungere se quello che fai concretamente fosse, soltanto, una conseguenza di quello che quello c’è a monte.

In linea di massima, queste indicazioni possono tornarti utili ogni volta che un obiettivo sembra sfuggirti. Come ultimo spunto di riflessione, voglio lasciarti questo mio pensiero: non tutto, nella vita, è controllabile interamente. Ci sono eventi che ci coinvolgono e sui quali abbiamo una responsabilità minima, a volte davvero insignificante. C’è, ma non è sufficiente a darci il potere di cambiare le cose. In quei casi, che per fortuna sono rari, la cosa migliore che puoi fare è cercare la parte buona e utile dell’esperienza e farla tua.

Ti lascio con un’idea che potrai trovare meravigliosamente utile quando ti trovi a dover decidere se fare o no una certa cosa. Basa le tue decisioni sull’immagine della vita futura che ti sei creato: quello che decidi adesso, ti porta verso quell’immagine?

Inerzia del cambiamento

Per sfruttare al meglio il potere creativo della legge di attrazione, molte persone – soprattutto se a digiuno di tecniche di miglioramento personale – si trovano a dovere affrontare un processo di cambiamento, modificando i propri pensieri e gli schemi comportamentali che ne derivano.

Cambiare abitudini consolidate da anni di pratica e ripetizione può richiedere un impegno a lungo termine e anche un periodo di insicurezza, durante il quale è opportuno mantenere la rotta per vincere ogni possibile resistenza. Personalmente, credo che il cambiamento non sia un processo né breve né lungo: il cambiamento è istantaneo. Nel momento stesso in cui decidi di cambiare, il cambiamento ha già avuto atto! Quello che richiede tempo e applicazione è tenere fermo il timone in modo da indirizzare la nave verso la nuova meta, a dispetto delle tentazioni che si possono avere nel tornare sulla vecchia strada.

Chi decide di smettere di fumare ha già cominciato a smettere, da subito! La nuova abitudine è un’immagine mentale ben precisa e, ad un certo livello, esiste già. Per renderla concreta sul piano fisico bisogna però mantenere questa decisione fino a che essa non si consolida e diventa parte dell’ordinario, di quello che ti viene spontaneo fare.

A proposito di timoni… chi di voi è mai salito su una di quelle enormi, meravigliose navi da crociera? Quelle in grado di ospitare decine di migliaia di persone, compreso tutto il cibo, l’acqua, l’attrezzatura che occorrerebbe ad una città di medie dimensioni per sopravvivere settimane intere! Ci sono persino navi in grado di trasportare flotte di aerei… Se avete presente una di queste meravigliose macchine, che sfidano i mari più impetuosi senza quasi risentirne, provate ad immaginarne una manovra di attracco in porto.

La nave, molto lentamente, si avvicina al molo con una direzione precisa, senza esitazioni, come se ci fosse un’enorme guida sottomarina a vincolarne il moto. Ad un certo punto il comandante dà l’ordine ai motori: dal ponte, si vede l’acqua cambiare direzione, mentre una schiuma bianca sale in superficie. Le gigantesche eliche, gli idrogetti, tutti i dispositivi di propulsione che hanno il compito di governare la traiettoria della nave hanno iniziato ad impostare la nuova direzione, per permetterle di attraccare esattamente nella posizione voluta.

Ma noi che siamo sul ponte… continuiamo a vedere la nave procedere lungo la medesima traiettoria, come se non si fosse accorta di niente! Vediamo chiaramente i segnali che ci dicono che qualcosa è cambiato, sentiamo tutta la struttura vibrare come se percepisse un contrasto tra la direzione tenuta e quella desiderata, però la nave non si sposta. Solo dopo qualche tempo, con una calma straordinaria, l’enorme macchina su cui ci troviamo comincia a cambiare impercettibilmente direzione. Passa ancora qualche minuto e finalmente la nave si sposta in accordo con le forze sottomarine che la spingono.

E’ stato necessario vincere un’inerzia grandissima prima che la nave potesse cambiare traiettoria. Sott’acqua il cambiamento è stato immediato: il manovratore ha dato l’ordine e tutta la parte meccanica ha obbedito. Ma sulla superficie non si è visto alcun cambiamento significativo fino a che le vecchie forze che governavano l’imbarcazione non hanno esaurito l’inerzia accumulata, come se ne avessero avuto memoria.

Pensa a che cosa sarebbe accaduto se, una volta impartito l’ordine e notato che la nave non cambiava direzione, chi fosse stato ai comandi avesse dato un altro ordine, preso dal panico! Sicuramente non sarebbe stato in grado di attraccare regolarmente portando a terra passeggeri e attrezzatura. E invece no: chi ha il comando sa che occorre un certo tempo (c’è un gap temporale) prima che le nuove direttive abbiano effetto, quindi rimane calmo e attende fiducioso perché sa che la nave sta per allinearsi con le nuove forze che la governano.

Quando decidi di cambiare una vecchia abitudine, di pensiero o di comportamento, subisci lo stesso effetto dell’inerzia sulla nave da crociera. Se ti scoraggi perché non vedi subito risultati e decidi di cambiare di nuovo idea, non farai altro che complicare ancora di più una situazione su cui non hai ancora pieno controllo, ed esso tenderà a sfuggirti sempre di più.

Ma se aspetti, con fiducia e sicurezza, allora comincerai a vedere piccoli ma inequivocabili segni che indicano che la tua vita sta prendendo una nuova direzione, in linea con la tua nuova identità. Avrai vinto l’inerzia del cambiamento e potrai giungere serenamente in un porto sicuro, esattamente dove sognavi di potere andare.

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Metti le cose nella giusta prospettiva!

Nella mia idea di Creazione Consapevole c’è sempre stato un punto fermo: vivere una vita completa significa essere in grado di assaporare e gestire ogni sfumatura dell’esistenza. E’ un concetto ampio e profondo: molti si affidano alla legge di attrazione con la volontà di creare un’esistenza in cui… va sempre “tutto bene”.

Al di là del fatto che ogni evento di cui siamo protagonisti andrebbe contestualizzato, e il contesto cambia con il passare del tempo, a me non sembra un intento particolarmente sano. Prima di tutto perché, se non ci fossero momenti difficili, ci sarebbe qualche problema ad identificare i periodi positivi. In più, è più facile apprendere lezioni da avvenimenti per noi dolorosi: sono quelli che maggiormente ci formano, ci spingono all’azione e ci fanno diventare persone migliori. La leva sul dolore è sempre particolarmente efficace! Tutti noi abbiamo una naturale inclinazione ad evitare quello che ci fa stare male.

Riflettendo sulla questione ho iniziato a pensare che la vita, a grandi linee, si svolge a cicli. C’è una sorta di andamento sinusoidale che rispecchia il grado di felicità dell’esistenza: momenti di esaltazione si contrappongono a istanti di sofferenza. La cosa interessante è che questo andamento è “modulare”: lo possiamo applicare agli ultimi dieci anni della nostra vita, per esempio, ma è valido anche se lo riferiamo agli ultimi 6 mesi. Allo stesso modo, ci saranno momenti migliori e altri peggiori all’interno di una giornata, e persino dentro l’ultima ora che hai vissuto!

Pensandoci mi sono chiesto: quanto tempo è opportuno fare scorrere prima di contestualizzare un evento? Facciamo un esempio: sono un operatore di borsa che, naturalmente, ha come obiettivo la massima performance possibile. A distanza di un mese dall’inizio delle mie operazioni, ho già guadagnato il 3 percento sul mio capitale. Ma oggi è un giorno difficile e sto perdendo 2 punti percentuali rispetto all’ultima settimana. La domanda è: con quale prospettiva analizzo i dati? Di breve o di lungo periodo? In sostanza ritorno a chiedermi: dove metto il mio focus?

Se rispondessi che mi riferisco all’ultima settimana, sarei preoccupato perché le mie performance non sono buone: ho un 2 percento di perdita. Ma se allargo l’inquadratura e penso all’ultimo mese, ho ancora un attivo dell’1 percento, che in prospettiva significherebbe il 12 percento di guadagno in un anno! Un’ottima performance direi!

L’esempio è banale e semplicistico, però fa pensare: nella vita, è più o meno lo stesso. Magari sono in un periodo in cui le mie relazioni vanno a gonfie vele, la salute è di ferro e mi diverto in quello che faccio. Ma si rompe l’auto e mi trovo ad affrontare una spesa imprevista. Basta questo a rendere un buon periodo meno bello di quanto sia?

Quando ti capita qualcosa che non vorresti, ti focalizzi sull’evento oppure lo metti in relazione con tutto il resto della tua vita?
Mettere le cose nella giusta prospettiva è utile perché ci permette di dare un peso equilibrato alle cose. La mia riflessione si ferma qui, fammi sapere – se ti va – cosa ne pensi nei commenti all’articolo!

A presto!

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Quale area della tua vita vuoi migliorare per prima?

Alcuni giorni fa ho lanciato un sondaggio sulla pagina Facebook dedicata a ImmaginazioneCreativa.it che aveva come obiettivo una indagine su quale area della nostra vita ci interessi migliorare per prima. Penso che sia una domanda interessante e, devo dire, il risultato mi ha parzialmente sorpreso.

Le scelte possibili erano: salute, professione/carriera, relazioni (amicizie), relazioni (amore), denaro, cultura, cura del corpo / attività sportiva, altro.

Ho cercato di ricoprire, tramite queste scelte, uno spettro sufficientemente ampio di possibilità, in modo da indentificare con precisione quale sia l’ambito su cui la maggior parte delle persone concentra le proprie energie.

Dai risultati del sondaggio si scopre che l’area più votata è rappresentata dalle relazioni amorose (31%), seguite a breve distanza dal denaro (28%). A distanze maggiori troviamo il lavoro e la carriera (19%) e la salute (12%).

Il fatto che denaro e relazioni sentimentali si portino via da sole quasi tre quarti della torta mi ha fatto riflettere. Ho assunto che sia un desiderio molto sentito fuggire dalla scarsità economica, avere una vita agiata e possibilmente evitare le rinunce che la mancanza di denaro porta con sé, ma mi fa piacere constatare che molti di voi riconoscano l’importanza di potere condividere quello che si vive. Non ricordo in quale film ho sentito dire che, quando pensiamo ai momenti più importanti e piacevoli della nostra viva, ben difficilmente il ricordo che ne è associato ci vede da soli. La maggior parte delle volte abbiamo ricordi di momenti piacevoli mentre eravamo insieme a qualcuno che in quel momento amavamo, è io penso davvero che questa sia una cosa meravigliosa.

Possiamo mettere in pratica la legge di attrazione per creare relazioni migliori: prima di farlo, vi suggerisco di trovare il modo per diventare la versione migliore di voi stessi.

Quali qualità, pregi, comportamenti apprezzati avete? E come potete svilupparli ancora di più?

Quali atteggiamenti non vi piacciono di voi stessi? In che modo sono utili? In che modo sono inutili? E come potete cambiarli?

Una volta che ci si mette d’impegno per migliorarsi, si hanno sempre risultati. Oltre al benessere personale e alla soddisfazione che ne deriva, in qualche modo le altre persone “percepiscono” il nostro volere essere persone migliori, e si legano a noi.

Vi chiedo di esprimere ulteriori pareri relativi al sondaggio nei commenti, penso che possa nascerne una discussione interessante. Ne approfitto per ricordarvi, come si può dedurre da questo post, che ImmaginazioneCreativa.it ha uno spazio “social” ben articolato: potete condividere ogni articolo di questo Blog utilizzando Google Buzz (c’è un pulsante apposito sotto il titolo dei post) oppure qualsiasi altra piattaforma utilizzando i pulsanti che trovate in coda ad ogni post, sotto la voce “Condividi questo articolo!”. Vi invito anche a seguire il profilo Twitter di questo sito e la pagina ufficiale su Facebook di ImmaginazioneCreativa.it (siamo a quasi 3mila fan!), sulla cui bacheca trovate spesso opportunità interessanti (come la promozione sull’ultimo prodotto del sito che è disponibile per questa settimana… non lo sapevate? :-) )

Sempre sulla pagina Facebook, trovare anche la Mediateca con le letture consigliate e, nella scheda Note, tutti gli articoli di questo Blog comodamente raccolti!

Un caro saluto e a presto!

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